Minaccia con il coltello la ex e la violenta

In manette un albanese accusato anche di stalking ai danni della donna. Il giovane è stato trovato in possesso di cocaina
L’AQUILA. Torna in Italia dopo un divieto di avvicinamento a lui applicato per stalking all’ex compagna. L’aspetta davanti alla sua abitazione e la violenta sotto la minaccia di un coltello. Lei non si perde d’animo e denuncia tutto alla polizia che in breve tempo chiede e ottiene un ordine di cattura da parte del gip. Così il 31enne albanese, L.M. è finito in carcere. Ma su di lui pende anche l’accusa di detenzione a fini di spaccio di cocaina.
La notizia è stata diffusa ieri da una breve conferenza del capo della squadra Mobile Marco Mastrangelo. Egli ha rilevato che l’arrestato, persona nota in questura, era già sottoposto alle misure cautelari del divieto di avvicinamento alla parte offesa e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’attività condotta dagli investigatori si è rivelata difficile, visto che l’uomo, irregolare in Italia, era riparato in Albania.
Rientrato clandestinamente, al rifiuto ricevuto dall’ex compagna di continuare la loro relazione sentimentale, l’ha costretta ad avere un rapporto sessuale sotto la minaccia di un coltello.
I poliziotti hanno rintracciato lo straniero, sequestrando, nel corso della perquisizione personale e domiciliare, 15 grammi di cocaina, già suddivisi in dosi, sottoponendolo all’arresto anche per il delitto di illecita detenzione di stupefacenti. «Va sottolineato che, in un momento così difficile per il Paese, impegnato a fronteggiare l’emergenza sanitaria», ha detto Mastrangelo, «il risultato investigativo assume una valenza straordinaria, conseguito grazie alla perfetta intesa tra la Procura della Repubblica e la Polizia di Stato, in una proiezione di massima tutela operata nei confronti delle donne, dei minori e degli altri soggetti considerati più “deboli”». Ne sono prova le numerose segnalazioni della Squadra mobile nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di delitti riconducibili alla sfera della violenza di genere, molti dei quali poi destinatari di misure cautelari da parte dell’autorità giudiziaria. Il questore, Gennaro Capoluongo, ha affermato che il risultato «è frutto di un ottimo lavoro di squadra degli attori della sicurezza, l’autorità giudiziaria e la Polizia, che, nel conferire certezze investigative, sempre più adottano particolare attenzione alle azioni di contrasto alla violenza fisica e psicologica portata contro vittime vulnerabili. L’impegno è quello di continuare a offrire il massimo aiuto a supporto delle vittime di questi odiosi delitti, nell’ottica di considerare le istituzioni sempre più vicine alla gente». La stessa Procura ha costituito una task force per il contrasto di reati di questo genere. L’arresto è stato firmato dal gip Guendalina Buccella su richiesta del pm Stefano Gallo. L’uomo è difeso dall’avvocato Mauro Ceci.
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