Minorenni terribili, il parroco si infuria

6 Giugno 2023

Tentano di forzare una porta della cattedrale e abbandonano rifiuti. Don Claide: «Qui solo degrado»

AVEZZANO. Tentano di rubare all’interno della cattedrale dei Marsi forzando una porta sul retro. Crescono le proteste dei residenti a causa di risse e abbandono di rifiuti, bottiglie di alcolici e di cibo. Stavolta al centro dell’ultimo episodio di microcriminalità ad Avezzano c’è una banda di minorenni che è riuscita a fuggire prima dell’arrivo dei carabinieri.
I cittadini chiedono più controlli, mentre il parroco della cattedrale di Avezzano, don Claide Berardi, lancia l’ennesimo allarme: «Il centro di Avezzano è ormai nel degrado. Non si parla più delle periferie, ma del centro cittadino. È una situazione seria, di cui forse nessuno ha contezza». Il consigliere comunale Nello Simonelli chiede maggiori pattugliamenti e l’utilizzo del Daspo urbano. I fatti dello scorso sabato sera hanno visto protagonisti circa dieci minori. Secondo le testimonianze di alcuni abitanti della zona, che hanno assistito alle scene dai balconi di casa, il gruppo ha cominciato a litigare. Avrebbe inoltre urinato sulle auto parcheggiate, gettato alimenti e bottiglie sul selciato. Prima di andare via, forse sotto l’effetto di alcolici e droghe, hanno sfondato la porta sul retro della cattedrale, introducendosi all’interno. A quel punto sono stati visti ed è stato chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto è intervenuta una pattuglia della compagnia dei carabinieri; la caserma si trova a pochi passi dalla cattedrale. A quel punto la banda di vandali si era già allontanata. Ora sono in corso accertamenti al fine di identificare i responsabili dell’effrazione. All’interno dei locali non è stato rubato nulla. Restano solo i danni provocati durante l’effrazione. A terra, inoltre, i resti della serata da sballo della baby gang: piatti di plastica, bottiglie di vetro anche rotte, resti di cibo. Ora alla parrocchia toccherà riparare i danni. Il consigliere Simonelli ha chiesto che siano organizzati dei pattugliamenti da chi di dovere. «So benissimo che non può esserci una soluzione definitiva», ha sottolineato, «ma non deve essere un motivo per arrendersi. Dalla scorsa estate, sto portando avanti la battaglia per il Daspo urbano, approvato alcuni mesi fa, ma va considerato il fatto che questi provvedimenti non hanno alcuna utilità se poi c’è poco controllo del territorio». (p.g.)
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