Mister 438 incarichi è un docente dell’Università

20 Dicembre 2016

Salvatori: il numero così alto si riferisce alle pratiche, ho in carico come progettista un centinaio di interventi

L’AQUILA. È l’uomo d’oro della ricostruzione. Il progettista che ha ottenuto più incarichi, ben 428. Antonello Salvatori, ingegnere aquilano, professore di Scienze della costruzioni alla facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, guida la classifica dei progettisti più gettonati. Il suo è un nome noto in città, come esperto strutturista che lo ha portato anche a far parte del pool di ingegneri chiamati dalla Procura di Rieti, in qualità di consulenti, nelle inchieste sui crolli del sisma del Centro Italia. Un primato conquistato sul campo, a suon di condomìni e aggregati, quasi tutti in città.

Professor Salvatori, nella ricerca pubblicata su sito opendataricostruzione, si parla di 428 incarichi. Equivalgono a una montagna di soldi?

«Non è proprio così. I 428 interventi sono riferiti al numero complessivo delle pratiche della ricostruzione, che riguardano sia le parti comuni che private. Facciamo un esempio. Se in un condominio ci sono 40 appartamenti, figurano 41 pratiche, compresa quella condominiale, quando in realtà l’edificio è uno solo».

Quindi, a che quota arriva? «Avrò preso in carico, come progettista, non più di un centinaio di interventi. Ma va specificato che, nella maggior parte dei casi, si tratta di incarichi congiunti con altri studi di ingegneria o con colleghi che operano con me. Molti dei miei interventi sono legati al fatto che lavoro come progettista strutturale: vengo interpellato, quindi, per l’esame della parte strutturale di un intervento. E questo ha fatto sì che le pratiche a mio carico fossero molte di più».

I dati parlano chiaro: lei è l’ingnere più quotato. Riesce a portare avanti tutta questa mole di lavoro?

«Nei “dati aperti” presenti nel sito, che di base sono corretti, si fa riferimento solo ai numeri forniti dal Comune dell’Aquila, che annovera sono alcuni progettisti, ma non li elenca tutti. Per ogni intervento viene riportato il nome solo di un tecnico, non figura tutto il team e questo può falsare la scaletta, in quanto a numero di lavori e relativi importi. Ecco perché la classficia finale è quanto meno imprecisa, perché non annovera tutti i progettisti».

Come risponde alle critiche mosse sugli incarichi eccessivi dei tecnici della ricostruzione, che portano ad un rallentamento dei progetti?

«Polemiche sterili e non suffragate dai fatti. Stiamo svolgendo un lavoro enorme. Nessuno si rende conto che stiamo semplicemente agendo per ricostruire più velocemente possibile i territori colpiti dal sisma. La nostra missione è riportare la gente dentro casa. Inoltre, va detto che ci sono progettisti che riconsegnano le pratiche entro i limiti, altri che sforano, ma questo distinguo nella ricerca non è stato fatto».

La tabella di marcia dei suoi lavori a che ritmo viaggia?

«In sette anni ho fatto rientrare nelle proprie abitazioni oltre 2mila persone. Non sono mai finito nella black-list, quella dei tecnici che non consegnano i progetti. Al contrario, li ho completati tutti. Anche i miei cantieri sono quasi tutti finiti. E poi, se sono tra gli ingegneri più quotati, un motivo ci sarà».

Fortuna o abilità?

«Ho avuto la piena fiducia dei miei concittadini e ciò mi gratifica enormemente. Ho lavorato molto sull’isolamento sismico dei palazzi gravemente danneggiati dal terremoto e su quelli da ricostruire. Continuerò a prestare la mia opera per L’Aquila, la mia città. Porto i miei studenti della facoltà di Ingegneria nei cantieri, per toccare con mano cosa si deve fare e quali errori evitare nella costruzione di un edificio».(m.p.)

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