Misteriosa schiuma, strage di pesci nei canali

Emergenza nel Fucino: non si esclude l’inquinamento. L’Arta esegue prelievi, avviata un’indagine
CELANO. Una misteriosa strage di pesci nei canali del Fucino. Una ventina di quintali di carpe, stando a una prima e sommaria stima, galleggia in un’acqua maleodorante invasa dai rifiuti e da una strana schiuma. La morìa interessa il canale collettore, che è anche il principale della piana, e quelli paralleli, nei tratti compresi tra Borgo Ottomila di Celano e il Madonnone dell’Incile ad Avezzano.
La situazione è particolarmente grave a detta degli esperti e stando ai sopralluoghi compiuti ieri dai carabinieri forestali, dal personale dell’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) e dalle guardie ecozoofile. L’emergenza ambientale, secondo alcuni ambientalisti, va avanti già da settimane e nei giorni scorsi era stata segnalata la presenza di pesci morti. L’Arta ha eseguito i prelievi in tre differenti punti. Dai primi accertamenti pare che nell’acqua vi sia una sufficiente presenza di ossigeno. Le cause della strage, dunque, sono di altra natura. Non si esclude un caso di inquinamento, forse provocato dallo sversamento di qualche sostanza tossica, anche se occorrerà aspettare analisi più approfondite per avere un quadro dettagliato. Al momento, stando anche al racconto di alcuni pescatori abituali frequentatori della zona, la morìa riguarda esclusivamente le carpe, pesci che raggiungono anche dimensioni ragguardevoli. I carabinieri forestali hanno avviato un’indagine e consegneranno un rapporto in Procura. Oltre al danno ambientale rilevante si temono ripercussioni dal punto di vista igienico sanitario. L’acqua dei canali viene utilizzata per irrigare (in particolare dagli agricoltori che non dispongono di pozzi). Del fenomeno verranno interessati anche i Comuni competenti per valutare se non sia il caso di emettere apposite ordinanze per vietare l’utilizzo dell’acqua. (r.rs.)
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