Mistero sui proiettili abbandonati

Indagini ferme: mancano immagini delle telecamere e impronte
SULMONA. Resta avvolto nel mistero il ritrovamento lungo la Statale 17 di caricatori e munizioni da guerra. La polizia stradale di Pratola che si sta occupando delle indagini sperava di potersi avvalere di telecamere di videosorveglianza, ma in quel tratto, nonostante la vicinanza con alcune strutture ricettive e locali, non ci sono circuiti per le riprese. Anche le tracce sui proiettili e sui caricatori per le pistole calibro 22 e M34 risultano compromesse e non si è riusciti a risalire ad alcuna impronta digitale utile. Dunque, le ipotesi al vaglio degli inquirenti restano le più svariate. Dall’abbandono casuale di rifiuti, fra cui le armi, alla criminalità organizzata, fino alla banda dedita a rapine e furti che doveva liberarsi delle prove di precedenti colpi messi a segno. Il ritrovamento è stato fatto nei giorni scorsi dall’assistente capo della polizia Kristian Serafini, che mentre correva lungo la Statale 17 ha visto due persone che scaricavano del materiale da un furgone. Immediatamente i due sono risaliti a bordo e ripartiti col mezzo, impedendo al poliziotto di riuscire a prendere il numero di targa, nonostante il tentativo di accelerare la sua marcia. Una volta arrivato nella piazzola di sosta, Serafini si è trovato davanti una serie di cartucce e colpi. Precisamente un caricatore con 16 colpi per una pistola M34, un altro per una calibro 22 con 4 colpi e altri 7 proiettili sempre per M34 con ogiva argentata. Si tratta di materiale parabellum e cioè da guerra, il cui possesso è vietato dalla legge. Non è la prima volta che in città vengono ritrovate munizioni o armi, come nel febbraio scorso quando in una zona poco distante venne gettata – assieme ad altri rifiuti nei cassonetti – una granata anticarro, munizione per fucile da guerra.
Federica Pantano
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