«Misura necessaria, ma quanti ritardi»

Romano (Italia Viva) accusa: la campagna elettorale non ha bisogno di questi colpi di teatro
L’AQUILA. La costituzione del Tavolo permanente per la ricostruzione privata innesca l’immancabile polemica politica in questi mesi che precedono le elezioni amministrative. A prendere posizione è Paolo Romano, capogruppo di Italia Viva in consiglio comunale. «Apprendo con meraviglia», afferma, «che l’amministrazione non solo ha atteso la fine della consiliatura per mettere in campo una misura assolutamente necessaria per il buon andamento della ricostruzione privata come l’istituzione di un tavolo operativo permanente, ma che ha dovuto aspettare l’input delle categorie interessate, nello specifico del presidente Ance, Gianni Frattale che voglio ringraziare, avendo lo stesso preso contezza della situazione di stallo nella quale versa oggi la ricostruzione soprattutto nelle frazioni; ed è l’unica ragione poiché tutte le altre che si sono addotte, come il bonus 110, sono ben regolate dalla Legge e riguardano anche gli altri crateri italiani. A mia memoria i tavoli interistituzionali sulla ricostruzione privata furono tempestivamente messi in piedi dalla precedente amministrazione e naturalmente portati avanti nel tempo. È stato grazie anche alle costanti interlocuzioni con gli ordini professionali, le associazioni di categoria, l’associazione dei costruttori, la curia arcivescovile, la Soprintendenza e successivamente gli Uffici speciali che si sono affrontati e superati per tempo i problemi che la ricostruzione post sisma man mano presentava. Una volta insediatosi a palazzo Fibbioni questo centrodestra ha invece buttato nel dimenticatoio queste buone pratiche e se possibile peggiorato la situazione», aggiunge il capogruppo di Italia Viva, «di più: anche in Regione, Marsilio non ha inteso dare seguito ai tavoli di concertazione messi in piedi dall’allora vicepresidente Lolli. La campagna elettorale non ha bisogno di colpi di teatro su un tema così importante come quello della ricostruzione perché è oramai chiaro che il disastro prodotto in città sta dietro i cinque anni di nulla che sono trascorsi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

