Moglie condannata a mantenere il marito

1 Maggio 2019

La donna ha perso anche la causa per avere il figlio minorenne, affidato al coniuge che ha ottenuto pure la casa

AVEZZANO. Moglie condannata a pagare il mantenimento del marito, e bambino affidato al padre. È quanto ha stabilito il tribunale di Avezzano riguardo a una vicenda che ha coinvolto una famiglia marsicana. Alla base della decisione ci sono diversi fattori, tra cui la posizione economicamente più vantaggiosa della madre del bambino, una imprenditrice marsicana, rispetto a quella del padre, un operaio.
Ma la sentenza sarebbe stata adottata anche perché, nel corso di una perizia, disposta durante le udienze, è stato stabilito come il padre avesse una capacità genitoriale migliore della madre. Un fatto, quest’ultimo, che solitamente viene preso in scarsa considerazione, visto che raramente il tribunale dispone delle perizie al riguardo. Viene quasi sempre dato per scontato che il bambino stia meglio con la madre, ma in questo caso non è andata così e l’epilogo è stato molto diverso dal solito. Ad avviare l’azione legale era stata proprio la mamma, come avviene di solito, convinta probabilmente di ottenere gli alimenti oppure l’affidamento del bambino. Nel corso delle diverse udienze sono stati valutati molti fattori e alla fine la decisione è stata alquanto controcorrente. Il giudice del tribunale di Avezzano, Andrea Dell’Orso, ha infatti emesso un’ordinanza in cui ha stabilito l’affidamento del figlio minorenne al padre, al quale ha assegnato anche la casa coniugale. Non solo. Il tribunale ha imposto alla madre di corrispondere al padre la somma di 250 euro al mese per il mantenimento del bambino, oltre alle spese straordinarie nella misura del 50%, stabilendo il diritto di visita a favore della madre per tre giorni a settimana. Il padre, che è stato difeso dall’avvocato Rosita Di Lorenzo, ha invece ottenuto l’affidamento esclusivo del figlio.
Una sentenza abbastanza insolita in tempi in cui l’unica figura di riferimento per i figli spesso sembra sempre la mamma. Eppure si vedono sempre più papà col biberon in mano, alla guida di passeggini, oppure a spingere l’altalena ai parchi giochi. Eppure il “mammismo” continua a predominare. Ma non perché ci troviamo di fronte a una società matriarcale, ma perché il legame indissolubile che c’è tra mamma e figlio sembra avere la meglio anche nella giurisprudenza. Sarà per questo che la donna, in questo caso la mamma, domina il diritto di famiglia. Stavolta, però, ad Avezzano, è andata diversamente.
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