Molinari ricorda Esposito: «Cronista vero»

17 Novembre 2019

L’arcivescovo emerito dà l’ultimo saluto al giornalista morto a 87 anni: «Ha sempre difeso la città»

L’AQUILA. Un testimone della città nel corso della sua storia.
Così è stato ricordato il giornalista Amedeo Esposito, che si è spento all’età di 87 anni. Per celebrare i funerali è salito sull’altare della chiesa di Santa Maria del Suffragio l’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari, il quale, nel corso della sua omelia, ha pescato anche tra i ricordi personali che lo hanno legato al personaggio scomparso. «Un grande amico e un caro fratello», ha affermato l’arcivescovo emerito davanti ai familiari di Esposito, la moglie Antonietta, il figlio Fabrizio, i nipoti, gli altri parenti e tanti esponenti del mondo professionale aquilano.
«Molti ricordi mi legano a lui», ha aggiunto Molinari. «Tra i tanti, ricordo quando mi era stata affidata la pagina diocesana del giornale che Amedeo coordinava e io arrivavo sempre all’ultimo minuto. Il lunedì sera ci vedevamo per comporre la pagina. Come dimenticare, poi, la vigorosa protesta quando, su quelle colonne, comparve per la prima volta sulla scena politica del tempo la corrente fabianea... (dal nome dello scomparso esponente Dc Luciano Fabiani, ndr). E ancora: la sua presenza costante ai tempi della rivolta dell’Aquila del 1971 per difendere il capoluogo. È stato», ha concluso Molinari, «un testimone fedele mostrando un amore sconfinato per la città».
Il presidente della Deputazione di Storia patria, Walter Capezzali, ha ripercorso gli esordi della carta stampata in città. «Erano», ha affermato tra l’altro, «tempi pionieristici e si lavorava fianco a fianco, uniti dalla comune passione per un giornalismo d’avanguardia. Ha annotato con rigore storico le vicende aquilane nel corso degli anni».
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