Monte Stabiata, altri no al poligono

23 Giugno 2019

Il Wwf Abruzzo montano chiede di fermare le esercitazioni militari nell’area di Collebrincioni

L’AQUILA. Anche il Wwf interviene sulla presenza del poligono militare a monte Stabiata nelle vicinanze della frazione aquilana di Collebrincioni, all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
«Tale presenza», fanno sapere dal Wwf Abruzzo montano, «non è più tollerabile per ovvi motivi, primo fra tutti la contaminazione del suolo da metalli pesanti, come ad esempio il piombo».
«Il poligono», proseguono gli esponenti del movimento ambientalista, «ha una superficie totale di oltre 3.000 ettari, di cui circa due terzi del demanio e un terzo appartenente a privati cittadini. Il 3 giugno scorso il Comando militare Abruzzo ha depositato la documentazione, con lo studio di incidenza ambientale, che dovrà essere esaminata dal comitato Via (valutazione impatto ambientale) della Regione Abruzzo, previo parere dell’Ente Parco. Cittadini, associazioni ed enti possono presentare le proprie osservazioni entro il 3 luglio».
Il Wwf Abruzzo montano «ha creato un gruppo di lavoro per monitorare la situazione e ha già scritto a sindaco e assessore all’ambiente del Comune dell’Aquila, a presidente e direttore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, auspicando che venga finalmente voltata pagina nell’affrontare le gravi problematiche connesse a questa attività militare, in un’area protetta da restituire al suo ruolo fondamentale: la conservazione della Natura».
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