Monteluco, l’agonia di Ingegneria

24 Marzo 2023

Lo storico Ciccozzi denuncia l’abbandono dell’edificio: nessun intervento concreto

L’AQUILA. «Sono passati 14 anni ma sul vecchio edificio – ex colonia montana – che fino al 2009 ospitava a Monteluco di Roio la facoltà di Ingegneria ancora nessun intervento concreto di recupero». Lo sottolinea in una nota Fulgenzio Ciccozzi, storico di Roio, che fa anche il punto sulla ricostruzione della frazione.
«Quattordici anni fa, alcune autorità, forse per dispensare un po’ di ottimismo tra gli aquilani, sostenevano che per ricostruire la città e i paesi del cratere sismico ci sarebbero voluti cinque o al massimo dieci anni», sottolinea Ciccozzi, «col senno del poi, a conti fatti, bisogna constatare che la strada per mettere la parola fine al processo di recupero edilizio è ancora lunga. A Roio la ricostruzione privata va avanti, lentamente, ma va avanti, malgrado i problemi che ormai tutti conoscono. Si ha come la sensazione di sentirsi intrappolati in un processo in cui le varianti che contribuiscono a rendere ostico questo cammino sono sempre le stesse e si ripetono ostinatamente, in alcuni casi senza soluzione. Buone nuove si hanno sul recupero e la rifunzionalizzazione dell’edificio comunale di Roio Piano, mentre la questione della vecchia sede universitaria di Ingegneria, che ha subìto diversi danni dal terremoto, ancora non trova una soluzione per il suo recupero. L’importo dei lavori ammonterebbe a 12.183.446 euro. Se il futuro è nello studio e nella ricerca è inammissibile lo stato di abbandono in cui versa questo importante edificio storico della cittadella universitaria di Monteluco la quale risulta essere uno dei fiori all’occhiello dell’Ateneo aquilano anche in virtù dei recenti riconoscimenti che ha ricevuto dal ministero dell’Università e della Ricerca. Idem dicasi per lo Chalet e la Rotonda di Monteluco per la cui riqualificazione sono stati stanziati dei fondi dal Cipe e che oggi invece sono più idonei a creare una scenografia per realizzare film dalle atmosfere neorealiste del dopoguerra. Il santuario mariano dovrebbe tornare alla fruizione dei fedeli entro l’anno (almeno si spera) con l’affidamento dei lavori conclusivi in base alla determina di aggiudicazione del 20 febbraio 2023, mentre la chiesa storica dei protettori roiani, i santi Nicandro e Marciano, sta lì a guardare. Non dimentichiamo», conclude Ciccozzi, «la fase crepuscolare che stanno vivendo le tre chiesette del circondario: Madonna della Neve (Roio Piano), Santa Scolastica e San Lorenzo (Poggio)». (g.p.)