Montereale, i giovani lavorano al progetto “Pane, radio e fantasia”

Protagonisti gli alunni del plesso “Falcone Borsellino” in preparazione di un prossimo appuntamento a Roma
MONTEREALE. Prosegue con successo il progetto “Pane Radio e Fantasia” condotto da Ai.Bi. con il contributo dell’Autorità Garante Infanzia e Adolescenza e il patrocinio del Comune di Montereale. I ragazzi della scuola “Falcone Borsellino” hanno lavorato in questi mesi sulla Convenzione Onu dell’89 attraverso laboratori che li hanno coinvolti sui temi della partecipazione e dei diritti del fanciullo.
Ieri i ragazzi hanno proseguito i lavori in collaborazione con gli esperti del Centro Rampi. Ogni gruppo di lavoro tematico ha riflettuto su una proposta di evento che vorrebbe vedere realizzato a Roma. Con il supporto degli esperti e della scuola, le proposte saranno approfondite e saranno assegnati dei “compiti a casa” per l’estate. La comunità sarà chiamata a partecipare, per rivedersi, poi, a settembre con delle vere proposte di eventi. I ragazzi avranno a disposizione, per chiedere consigli, un nutrito comitato di saggi, alcuni mentori della comunità (professori, professionisti del settore finanziario, chef…), altri rappresentanti di istituzioni, media e realtà associative, nazionali e locali, tra cui la Provincia, il quotidiano il Centro, Acli, Aoi, Forum Terzo Settore, Centro Servizi Volontariato e Forum delle Associazioni Familiari. Al progetto, tra gli altri, collaborano l’associazione nazionale dei Film-Maker Italiani, l’associazione Genius e Radio L’Aquila 1.
Il progetto “Pane Radio e Fantasia” coinvolge tutta la comunità di Montereale e, in particolare, gli alunni che stanno lavorando sulla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e hanno iniziato a interagire con lo strumento della radio come mezzo di espressione per far sentire la loro voce.
«A Montereale», spiega Marzia Masiello, di Ai.Bi., coordinatrice del progetto, «sia i giovani che le famiglie hanno ravvisato l’urgenza di ravvivare il tessuto sociale, constatando il rischio di un’ulteriore desertificazione del territorio che fa fatica a ripartire. Vogliamo quindi contribuire, nel nostro piccolo, mettendo a disposizione strumenti che possano essere da stimolo per la partecipazione attiva al bene comune, a partire dai ragazzi».

