Monticchio, slitta la riapertura della strada

Proroga di un mese per la ditta incaricata dei lavori per la messa in sicurezza della strettoia puntellata
L’AQUILA. Resterà chiusa un altro mese la “strettoia” di Monticchio puntellata dopo il sisma e che doveva riaprire, secondo quanto annunciato dal Comune, a fine ottobre. Due giorni fa è stata pubblicata un’ordinanza della polizia municipale nella quale si legge che la ditta – che sta demolendo la parte alta di un edificio, pericolante dal 2009 – ha chiesto la proroga di un mese della chiusura della strada provinciale 36, che porta verso il comune di Fossa. La “gabbia” di tubi innocenti attualmente è posizionata tra l’edificio privato pericolante e il muro esterno della chiesa parrocchiale che attende a sua volta da anni i lavori del secondo lotto per essere riaperta al culto. La notizia della proroga della chiusura della strada è stata data con una nota dai consiglieri comunali del “Passo Possibile” Massimo Scimia, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Alessandro Tomassoni e dal presidente Fabrizio Ciccarelli. «Ora è ufficiale», scrivono i consiglieri, «a distanza di due mesi dalla chiusura della strettoia sulla provinciale 36, direzione Monticchio-Fossa, continueranno i disagi. Il 2 settembre scorso, a seguito di una segnalazione al comando dei vigili urbani, si è attivata una procedura di urgenza che ha generato la chiusura della strada nel tratto che attraversa il centro abitato di Monticchio. L’11 settembre, a conclusione di un incontro in Comune, fu garantito il ripristino della viabilità entro il 30 ottobre. Finora ci sono stati forti disagi per i residenti, per gli automobilisti, per gli alunni che frequentano la scuola a Fossa, disagi per i bambini che, nella piazzetta oggi invasa dalle macchine, avevano il loro unico punto di incontro. Lo avevamo detto: se quelli fossero stati i tempi il disagio poteva essere accettabile ma a vedere lo stato dei luoghi era invece prevedibile uno slittamento della riapertura che, puntualmente, non si è fatto attendere. La domanda posta sin da subito resta: quest’intervento, pur nella sua urgenza e considerando che la situazione era nota da tempo, era forse programmabile così da ridurre i disagi allo stretto necessario? Scongiurando nuovi proclami», concludono, «torniamo ad evidenziare che il centro storico del paese non può sostituire una provinciale e non si può rimediare a un pericolo creando le condizioni affinché se ne generino altri. Auspichiamo che quella del prossimo 30 novembre sia una data certa e definitiva». (g.p.)
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