Morì da un’amica, il gip non archivia

18 Febbraio 2020

Si indaga sulle ragioni del ritardi nei soccorsi da parte degli operatori del 118

SULMONA. Si era sentita male mentre si trovava a casa di un’amica e nonostante la tempestiva richiesta di soccorso, l’ambulanza del 118 era arrivata a Cantone dopo oltre un’ora trovando la donna ormai priva di vita. Per due volte la procura, che sulla tragica vicenda ha aperto un fascicolo, ha chiesto l’archiviazione e per due volte il giudice per le indagini preliminari l’ha respinta. L’ultima il 13 febbraio scorso con il gip Marco Billi che ha ordinato alla procura di individuare e di iscrivere nel registro delle notizie di reato, i nomi di tutti gli operatori del 118 intervenuti in soccorso di Celestina Pacella morta all’età di 45 anni a seguito di un malore il 21 febbraio del 2016 nella casa dell’amica a Cantone. Nella sua ordinanza il gip rileva che, nonostante ulteriori indagini il contrasto tra il consulente tecnico del pm e il consulente tecnico della famiglia della deceduta, sia rimasto inalterato. E che, al momento, «non apparendo chiara e univocamente accertata la causa del decesso della donna, non è possibile escludere la sostenibilità dell’accusa in un eventuale dibattimento nei confronti degli operatori del 118 intervenuti per prestarle soccorso». Il gip Billi, sostiene infatti che per consentire agli operatori del 118 l’esercizio di diritto di difesa nelle successive indagini che la procura andrà ad eseguire per chiarire definitivamente la causa del decesso ed eventuali profili di colpa nella tempistica dei soccorsi prestati, è necessario che siano tutti identificati. I fatti fanno riferimento alla domenica del 21 febbraio del 2016 quando Celestina decise di recarsi dall’amica che aveva partorito da poco. Mentre era lì la donna accusò forti fitte allo stomaco. Era stato così chiamato il fratello e poi l’ambulanza e la guardia medica. Il medico, arrivato dopo una trentina di minuti si era reso subito conto della gravità della situazione e a quel punto aveva chiamato il 118, per accelerare i soccorsi. Dal racconto dei familiari e dell’amica era emerso che l’ambulanza arrivò dopo circa un’ora quando la donna era purtroppo già deceduta. (c.l.)
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