Morte al laghetto, indagato il sindaco

Favoriti e altri due accusati di condotte omissive: l’ex camionista colpito da un albero abbattuto durante i lavori
ORTUCCHIO. Il sindaco di Ortucchio, Raffaele Favoriti, e la responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune, Simona Leopardi, sono indagati nell’ambito dell’inchiesta per fare luce sulla tragica fine di Vilio Di Salvatore, l’ex camionista 63enne di Casali d’Aschi, frazione di Gioia dei Marsi, morto in un incidente avvenuto il 10 gennaio 2018 nei pressi del laghetto del paese. Era indagato fin dai giorni successivi alla tragedia Saverio De Ioris, 56enne di Gioia dei Marsi, amministratore unico della Cooperativa Amplero forestazione. Negli uffici della Procura di Avezzano è stato depositato l’avviso di chiusura indagini.
Lungo le sponde del laghetto di Ortucchio, la ditta di Gioia stava eseguendo il taglio di cinque enormi pioppi. Dall’autopsia eseguita dal medico legale Luigi Miccolis era emerso che Di Salvatore era deceduto in seguito ai traumi provocati proprio dalla caduta di un pioppo. In particolare, un ramo, in una specie di effetto elastico, gli aveva causato traumi cranico e toracico, oltre allo schiacciamento delle vertebre. Inizialmente si era ipotizzato anche un malore causato dallo spavento in seguito alla caduta della pianta.
Nell’area della tragedia erano in corso interventi per abbattere gli alberi ritenuti pericolanti. Un’operazione che era stata affidata dal Comune di Ortucchio attraverso un’apposita ordinanza. In cambio, l’azienda avrebbe ottenuto il legname.
Resta da chiarire, invece, il motivo della presenza di Di Salvatore nel cantiere.
Secondo le accuse, il sindaco Favoriti non ha acquisito l’idoneità tecnico-professionale della Cooperativa Amplero, mentre la responsabile dell’Ufficio tecnico comunale ha messo a disposizione di N.M., un operaio, una pala meccanica priva dei requisiti essenziali di sicurezza. Operaio che è andato incontro a una sanzione da parte degli uffici ispettivi dell’Asl. De Ioris, a sua volta, sempre stando alle accuse, non ha effettuato la valutazione di tutti i rischi connessi all’intervento, non proteggendo in modo adeguato i lavoratori che erano autorizzati ad accedere alle zone di pericolo che dovevano essere segnalate in maniera ben visibile. Inoltre, sempre stando all’accusa, l’amministratore unico della società non aveva dotato il cantiere di recinzione avente caratteristiche idonee a impedire l’accesso agli estranei alle lavorazioni. De Ioris è difeso dall’avvocato Franco Colucci, mentre il sindaco e la responsabile dell’Ufficio tecnico sono seguiti rispettivamente dall’avvocato Roberto Iageregger e Paolo Frani. La famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Ottaviano Roselli.
Proprio la mancanza di chiarezza su quanto accaduto, con tanti dubbi sulla dinamica della tragedia, aveva spinto a un approfondimento i carabinieri di Ortucchio e gli ispettori del Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Asl. Una ricerca della verità che però non finisce qui.
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