Morte del piccolo Tommaso: scattano le perizie su asilo e auto

24 Maggio 2022

Il consulente della Procura esegue rilievi (anche con un drone) su cortile, rampa e recinzione C’è attesa per gli accertamenti sulla Passat piombata sui sei bambini, è custodita dalla polizia stradale

L’AQUILA. Qualcuno continua a lasciare peluche, mazzi di fiori, striscioni o lumi davanti al cancello chiuso dell’asilo “Primo maggio” di via Salaria Antica Est, mentre proseguono le indagini per cercare di ricostruire quanto accaduto. C’è già un’indagata, ma la lista è destinata ad allungarsi, come trapela da fonti investigative. Sono trascorsi sei giorni dal quel tragico incidente nel cortile dell’edificio scolastico in cui è rimasto ucciso il piccolo Tommaso D’Agostino di 4 anni, mentre cinque suoi amichetti sono rimasti feriti. Due di loro sono ancora ricoverati in ospedale, gli altri tre sono stati dimessi.
L’INCHIESTA
Venerdì scorso il consulente incaricato dalla Procura ha iniziato i rilievi. Il geometra Cristiano Ruggeri ha voluto esaminare per primo il luogo della tragedia. Il perito ha eseguito un rilevamento tridimensionale del cortile, sorvolando l’area anche con l’ausilio di un drone. Particolare attenzione è stata rivolta alla recinzione divelta. Per delimitare la zona del cortile ed evitare che i bimbi potessero risalire la rampa era stata sistemata una barriera di metallo; l’esperto dovrà stabilire se fosse a norma oppure no. La recinzione, infatti, non era ancorata a un cordolo di cemento o a blocchi, ma era fissata a terra e lateralmente. Aspetti questi in cui si dovrà trovare eventuale riscontro anche nel piano di sicurezza dell’edificio scolastico. Ruggeri si è concentrato anche sulla rampa, esaminandone la pendenza e la lunghezza. Elementi utili a stabilire la velocità e il tempo con cui la Passat impazzita è piombata sui piccoli che stavano giocando, dopo aver divelto la recinzione di metallo. Da valutare anche la destinazione dell’area interna alla scuola, ovvero se fosse destinata a parcheggio o a sosta breve per i genitori che andavano a prendere i figli all’asilo. Sul posto non ci sono tracce di segnaletica orizzontale o verticale.
I rilievi sono andati avanti oltre 3 ore.
Nei prossimi giorni il consulente dovrà, invece, esaminare la station wagon, custodita dalla polizia stradale per espresso volere del sostituto procuratore, Stefano Gallo, che coordina le indagini. Attraverso la perizia sull’auto si dovrà cercare di capire se si è sfrenata per un errore umano, oppure se il sistema di sicurezza non ha funzionato. L’esame della Passat sarà utile anche a confermare o meno anche il racconto fornito dalla conducente, una bulgara di 38 anni, indagata per omicidio e lesioni stradali.
L’INCIDENTE
Mercoledì, dopo le 14.30, la donna ha fatto il suo ingresso nel cortile dell’edificio scolastico a bordo di una Volkswagen Passat. Al pubblico ministero ha riferito di aver parcheggiato l’auto in piano e di aver inserito la prima marcia, ma di non aver schiacciato il pulsante del freno a mano elettronico. Poi è scesa per andare a prendere le due gemelline di 5 anni lasciando in auto il figlio maggiore di 11 anni e mezzo. È stato quest’ultimo a richiamare la sua attenzione quando la macchina si è sfrenata. La donna ha cercato di fermare l’auto, ma invano. Ha raccontato che il figlio maggiore le avrebbe confidato di aver inavvertitamente tolto la marcia. Un racconto che, però, dovrà trovare riscontro nella perizia del consulente. Durante le operazioni di rimozione della vettura è stata prestata la massima attenzione o non alterare la scena dei luoghi.
Non è stato ancora fissato l’interrogatorio del bambino di 11 anni e mezzo. Per il momento è stato sentito solo dalla Squadra mobile, che porta vanti le indagini, la sera stessa dalla tragedia, alla presenza di una psicologa.
In caso di interrogatorio del minore, questo si svolgerà in audizione protetta alla procura minorile dell’Aquila diretta da David Mancini.
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