Morte di Conti, «no all’archiviazione»

15 Dicembre 2018

La famiglia del generale dei carabinieri si oppone: dalla Porsche bianca a una misteriosa lite, otto punti poco chiari

SULMONA. Per la Procura il caso è chiuso. Ma per la famiglia del generale Guido Conti no. Dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale di richiesta di archiviazione da parte del sostituto procuratore Aura Scarsella, così come era stato anticipato lo scorso mese di novembre, i familiari di Conti, trovato morto un anno fa, ucciso da un colpo di pistola alla tempia, sono convinti che dietro quella tragedia si nasconda ben altro. Così tramite il loro legale di fiducia, Alessandro Margiotta, hanno deciso di presentare opposizione all’archiviazione chiedendo al giudice per le indagini preliminari che si continui a indagare. Una richiesta supportata da nuovi elementi e indizi che secondo i familiari del generale Conti potrebbero giustificare ampiamente un supplemento di indagini. Elementi e indizi che sono stati racchiusi in otto richieste, partendo da quella che riguarda la posizione in cui è stato trovato il corpo del generale, per accertare se la morte sia compatibile con un gesto letale riferibile a terze persone. E poi la Porsche bianca che alcuni passanti avrebbero notato nei pressi del luogo della tragedia, un’auto di valore che non è molto diffusa in Italia e quindi facilmente rintracciabile insieme al proprietario. Quindi i tabulati elettronici sull’utenza privata di Conti e in particolare l’interlocutore con il quale il generale dei carabinieri avrebbe discusso tra le 11 e mezzogiorno del 13 novembre di un anno fa. I familiari chiedono anche di approfondire alcune testimonianze citando nome e cognome dei possibili testi che potrebbero portare elementi di novità ai fatti che già si conoscono. D’altronde, anche due ex colleghi dei carabinieri forestali del generale Conti, avevano manifestato perplessità sulla decisione della procura di voler archiviare l’inchiesta, chiedendo loro stessi di essere ascoltati perché a conoscenza di particolari che potevano in qualche modo, portare chiarimenti su alcune situazioni ancora da chiarire. Insomma, secondo i familiari di Conti ci sarebbero ancora tante strade da percorrere per arrivare al definitivo chiarimento di tutti i lati oscuri che presenta una vicenda apparsa fin dal primo momento assurda e inverosimile. Conti fu ritrovato senza vita il 17 novembre di un anno fa ai piedi del monte Morrone, a pochi metri dalla Provinciale che da Sulmona conduce a Pacentro. Vicino al suo corpo una pistola calibro 9 con cui il generale, secondo la Procura, si è tolto la vita. Sulla vicenda era stata aperta un’inchiesta per istigazione al suicidio che la Procura ha chiesto di archiviare.
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