Morte in ospedale, chiesta l’archiviazione

La perizia ha scagionato medici, infermieri e operatori sanitari specializzati indagati dopo il decesso di una donna
L’AQUILA. La Procura della Repubblica vuole archiviare l’inchiesta a carico di otto tra medici, infermieri e operatori specializzati sanitari, i quali erano sotto accusa per la morte sospetta di una donna avvenuta lo scorso anno.
La morte avvenne in ospedale, dove fu portata per l’aggravarsi delle condizioni della paziente dopo un ricovero nella casa di cura Villa Dorotea a Scoppito.
La perizia, che scioglie qualsiasi dubbio, ha confermato che il decesso di P.R., la quale ora avrebbe avuto 62 anni, non è stato causato un errato trattamento medico ma da una serie di patologie complesse che l’hanno portata alla morte. Sulla salma, ovviamente, sono stati fatti esami biologici e istologici i cui esiti non lasciano spazio ad altre ipotesi colpose. Erano state raggiunte da avviso di garanzia tutte le persone che, a vario titolo, avevano trattato la degenza della paziente, trasferita in ospedale per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute fino al decesso. Si tratta di Agostino Cialfi, di 54anni, originario di Montereale e residente all’Aquila; Dimitrios Alexandris, di 41anni, nato ad Atene e residente all’Aquila; Francesco Pucci, di 59 anni, originario di Capitignano e residente all’Aquila; Annalisa Iagnemma, di 37 anni, aquilana; Luigi Totani, di 36 anni, aquilano; Valentina Savino, di 34 anni, originaria di San Giovanni Rotondo (Foggia), ma residente a Ocre; Alessandra Guglielmi, di 49 anni, aquilana; Valeria Palumbo, di 28 anni, aquilana residente a Roio Poggio. Ora si attende la ratifica del gip, che pare una formalità. Del collegio difensivo degli indagati fanno parte, tra gli altri, gli avvocati Fabrizio Visconti, Fabrizio Ajraldi, Vincenzo Santucci, Claudio Verini. L’avvocato Angela Maria Marinangeli, legale di fiducia della famiglia della vittima, non farà opposizione.
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