Morti senza alcun rispetto nel cimitero dimenticato

28 Giugno 2019

Viaggio tra tombe e degrado nel luogo delle sepolture prima del sisma del 1915 Di Bastiano: «Ossa in balìa di animali, questo è un bene storico da tutelare»

AVEZZANO. Ossa nei sacchi abbandonati, tombe a pezzi e immondizia ed erba alta ovunque: sono avvolti dal degrado gli avi di Avezzano. Imprenditori, notai, insegnanti e medici scomparsi per lo più prima del terremoto del 1915 e sepolti in quello che un tempo era l’unico cimitero della città, oggi abbandonato a se stesso. Varcando il cancello in ferro – sempre aperto – ci si trova davanti a una distesa di tombe a terra, rotte, storte e alcune addirittura cadute. Sembra la scena di un film horror, se non fosse per i nomi in italiano scritti sulle tombe ricoperte da insetti e immondizia. «Questo cimitero rappresenta la storia della città e va sottratto quanto prima al Comune di Avezzano perché non è in grado di mantenerlo», commenta Augusto Di Bastiano, responsabile del Centro giuridico del cittadino, che già in passato si era occupato della situazione del vecchio cimitero, «va interessata la Soprintendenza affinché se ne prenda cura. A mio avviso, alla base di tutto ci deve essere una ricerca attenta sulle figure sepolte in questo camposanto, magari anche con il coinvolgimento della scuola. Si devono studiare le tombe, che magari sono state realizzate da artisti di cui noi ignoriamo i nomi». Il cimitero di via Pertini, dopo il terremoto che distrusse Avezzano, non bastò più per seppellire i tanti morti. Per questo ne venne creato un nuovo, poco più avanti. Molte delle tombe di famiglia poste intorno al perimetro del cimitero vecchio sono rotte e abbandonate, in alcune si vedono addirittura le ossa poste sotto le grandi lastre di marmo. «Ci sono tombe con ossa a cielo aperto, ma come possiamo accettare tutto questo?», si chiede Di Bastiano, «l’ossario è in degrado e in balia degli animali. La catena è rotta, chiunque può entrare e uscire, e dentro ci sono sacchi pieni di ossa. In città ci si interroga sul dinosauro o sul semaforo, ma nessuno parla di un bene storico come questo, senza un minimo di decoro. Credo che serva l’impegno di tutti per ridare una dignità a uno dei pochi simboli della storia di Avezzano».
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