Morti sul Velino, le famiglie: mai ricordi a scopo di lucro

1 Maggio 2021

I parenti contro fenomeni di sciacallaggio in memoria delle quattro vittime: «Ci dissociamo da richieste di denaro per iniziative, nessuno è autorizzato»

AVEZZANO. Si dissociano pubblicamente da qualunque iniziativa intrapresa a scopo di lucro le famiglie dei quattro escursionisti di Avezzano vittime di una valanga sul Monte Velino lo scorso 24 gennaio.
A tre mesi dalla tragedia, e a due dal ritrovamento, i familiari di Tonino Durante, Gian Mauro Frabotta, Gianmarco Degni e Valeria Mella si trovano costretti a rompere il silenzio del loro immenso, ma composto dolore per puntualizzare di essere «totalmente estranei a tutte quelle iniziative avvivate a scopo di lucro in memoria dei quattro ragazzi. Nel giorno della scomparsa di Tonino, Gian Mauro, Gianmarco e Valeria», spiegano, «che ha cambiato per sempre la vita delle nostre famiglie, la tragedia del Velino ha fatto così tanto rumore da avere eco nei cuori di tutta la città di Avezzano, della Marsica e dintorni. In questi mesi, davanti a tanto dolore, l’intera comunità, afflitta dal tormento e dalla disperazione, si è unita in un abbraccio d’amore. È commovente la dimostrazione di tanta vicinanza», sottolineano, «sono state numerose le iniziative intraprese in memoria dei quattro angeli del Velino per tenere vivo il loro ricordo e onorare le loro anime pure. I progetti e le idee dedicati a Tonino, Gian Mauro, Gianmarco e Valeria sono apprezzati e condivisi dalle persone che li amano, fintanto che vengano realizzati unicamente per celebrare e testimoniare le loro vere immagini. Tuttavia si rende necessario puntualizzare che le famiglie si dichiarano totalmente estranee da tutte quelle iniziative avviate a scopo di lucro in memoria dei ragazzi e si dissociano da ogni forma di richiesta di denaro per la realizzazione di un qualsivoglia proposito o programma loro destinato. Pertanto», concludono, «si invita l’intera collettività a diffidare di chiunque avanzi tali pretese in nome e per conto delle famiglie poiché prive di fonti attendibili e di effettiva autorizzazione».
Il 24 gennaio i quattro escursionisti si erano dati appuntamento al rifugio Casale da Monte a Forme di Massa d’Albe con destinazione Colle del Bicchero. Mentre camminavano lungo il sentiero numero otto, sono stati sorpresi da una valanga di enormi proporzioni che non ha lasciato loro alcuna via di scampo. Le lunghe e difficili ricerche, alle quali hanno preso parte i corpi civili e militari di tutta Italia, sono andate avanti per quasi un mese, nella disperazione di quattro famiglie che ora si vedono costrette a rompere il loro composto e doloroso silenzio per mettere in guardia da coloro che, probabilmente senza scrupoli, sulla scia dell’emotività generata dalla tragedia stanno cercando di trarre in inganno la collettività.
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