Morto a 49 anni, ultimo atto di generosità

San Demetrio, donate le cornee. Il messaggio della moglie: «Così so che potrò rivedere i tuoi occhi»
L’AQUILA. «La vita ti ha sempre messo a dura prova, ma ti sei sempre rialzato come un leone, hai combattuto e ti ho tenuto per mano sempre. Ho fatto quello che mi hai chiesto tu, ho donato le cornee per sapere che rivedrò i tuoi occhi».
Inizia così la commovente e dolcissima lettera che Michela Vivarelli ha dedicato al marito Pierluigi Turco, 49 anni, la guardia carceraria in servizio alle “Costarelle” deceduta sabato sera a causa di un arresto cardiocircolatorio. L’uomo, di San Demetrio ne’ Vestini, viveva da tempo all’Aquila, ma aveva mantenuto un legame strettissimo con il paese di origine. «Baby principe così ti chiamavo e così ti continuerò a chiamare! Mi hai trattato come una principessa mi hai fatto sentire la donna più bella del mondo», scrive Michela, «non mi hai fatto mai mancare nulla hai espresso tutti i miei e nostri desideri. Dal primo giorno che ci siamo visti non ci siamo mai lasciati mi hai preso per mano e mi hai tenuto stretta a te. Amore mio, la vita con te non è stata gentile, ti ha messo sempre a dura prova, ma ti sei sempre rialzato come un leone. Hai combattuto e io ti ho tenuto per mano sempre, mi sono presa cura di te come ti ho promesso! Il per sempre esiste e siamo noi. Io adesso senza di te cosa sono? Mi manca il mio cuore, il mio sostenitore, l’uomo che ha sempre creduto in me, sempre incoraggiato! Grazie per questo percorso di vita fatto insieme, anche se non dovevi lasciarmi amore mio, avevamo ancora tanti progetti da portare avanti». Michela ha deciso, con un grande gesto di altruismo, di donare le cornee del marito: «Ho fatto quello che mi hai chiesto tu, ho donato le cornee per sapere che i tuoi occhi li rivedrò. Ti amo fino all’infinito e oltre. Brilla stella incantevole, guidami tu, non abbandonarmi». I funerali si terranno domani, alle 11, nella chiesa di San Demetrio. La moglie ha chiesto «solo opere di bene e donazioni verso chi ne ha bisogno».
«Un grazie generale a chi, in questo momento buio della mia vita, mi è vicino», conclude la lettera. Turco ha accusato un improvviso malore sabato sera: la corsa precipitosa in ospedale non è servita a salvargli la vita. Volontario della Croce Rossa, grande tifoso della Juventus ed ex dirigente della squadra di calcio Vestina, Turco era impegnato nel sociale.
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