Morto all’asilo, al via la perizia sulla Passat

L’esperto incaricato dal pm esamina la centralina elettrica dell’auto che ha ucciso il piccolo Tommaso
L’AQUILA. Prime verità dalla perizia disposta dalla Procura sull’auto che ha travolto, lo scorso 18 maggio, sei bambini dell’asilo “Primo maggio” di Pile, uno dei quali, Tommaso D’Agostino, ha perso la vita a quattro anni.
Le operazioni sulla centralina elettrica della Volkswagen Passat sotto sequestro sono iniziate nella giornata di ieri. Il consulente nominato dalla Procura, il geometra Cristiano Ruggeri, ha chiesto 90 giorni di tempo per far luce sul giallo dell’autovettura e sulla sicurezza dell’edificio scolastico teatro della tragedia. Oltre a individuare il motivo che ha causato lo sfrenamento dell’automobile, il consulente dovrà valutare, in particolare, se siano state rispettate tutte le condizioni di sicurezza nell’allestimento dell’area giochi nel cortile esterno della scuola dell’infanzia. I sei bambini, infatti, sono stati travolti mentre giocavano tra le giostrine, sotto gli occhi degli altri compagni e delle loro insegnanti. Una tragedia che segnerà per sempre i protagonisti di questa vicenda, compresi la mamma indagata e i suoi tre figli.
Mercoledì 18 maggio, verso le 14.30, la 38enne, ora indagata per omicidio e lesioni stradali, ha fatto il suo ingresso nel piazzale della scuola. È scesa dall’auto per andare a prendere le sue gemelline di 5 anni lasciando in auto il figlio maggiore di 11 anni e mezzo. Secondo il suo racconto ha inserito la prima marcia, ma non ha schiacciato il pulsante del freno a mano elettronico. È stato il figlio a richiamare la sua attenzione quando l’auto si è sfrenata prendendo velocità in discesa. Anche il ruolo del bambino (che sarà sentito dal pm per i minorenni) è da chiarire.

