Morto all’ex Reiss Romoli, non è omicidio

3 Luglio 2018

L’uomo trovato senza vita è deceduto con ogni probabilità per un malore, eseguiti i primi accertamenti

L’AQUILA. Prende consistenza la tesi secondo la quale l’uomo trovato senza vita nei giardini dell’ex Reiss Romoli, nella frazione di Coppito, sia deceduto per cause naturali. Sembra esclusa l’ipotesi di una morte violenta stando a una prima ricognizione esterna. Che sarà pure parziale, ma dice molto. La salma, infatti, non sembra presentare punti dove possono essere stati inferti colpi di qualsiasi natura. Più che di un caso giudiziario, dunque, sembrerebbe un dramma umano. Le domande sono tante, ma sembrano destinate a restare senza risposta.
La prima impressione da parte di chi ha visionato la salma, subito dopo il ritrovamento, è stata quella di una morte causata da un malore e risalente a almeno cinque mesi fa. Sul corpo sono stati notati, come anticipato ieri, dei morsi di animali, probabilmente volpi, che lo hanno martoriato.
Le condizioni del corpo in avanzato stato di decomposizione non agevolano l’identificazione. La mummificazione del cadavere rende impossibile anche l’identificazione tramite impronte digitali. Solo se la permanenza nella cella frigorifera migliorerà le condizioni del corpo forse la polizia scientifica riuscirà a fare un esame delle impronte, ma non è nemmeno detto che siano mai state registrate.
L’uomo, tra i 40 e i 50 anni, quasi certamente originario dei Paesi dell’Est, era con ogni probabilità un senzatetto che cercava un riparo per passare la notte ed era entrato nel vecchio complesso abbandonato. Che fosse un uomo senza fissa dimora lo confermerebbe il fatto che, nonostante il decesso sia lontano nel tempo, nessuno ha presentato una denuncia di scomparsa. Non è chiaro come mai in tasca non avesse nulla. Non può nemmeno escludersi che sia stato portato lì già morto e che gli siano stati sottratti documenti e soldi. Sorprende anche il fatto che fosse poco vestito nonostante che nel periodo del presumibile decesso il clima fosse abbastanza rigido. Sul caso sono in corso indagini da parte della squadra Mobile diretta da Tommaso Niglio coordinate dal pm Stefano Gallo.
Nell’area, come ricorda l’ex gestore del complesso Sergio Adriani, negli ultimi mesi ci sono state decine di incursioni di ladri, alcuni dei quali sono stati bloccati, perlopiù romeni, che sono penetrati per rubare rame e apparecchiature. Secondo la polizia si tratta di bande organizzate che arrivano da fuori regione.
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