Morto alla Cartiera, ci sono due indagati

17 Marzo 2018

Atto dovuto della Procura per ricostruire la dinamica. Fabbrica chiusa fino a lunedì. Il cordoglio della Federazione ciclistica

AVEZZANO. Lo piangono gli amici del Chiosco di piazza Torlonia, quelli delle passeggiate domenicali in bicicletta, i colleghi di lavoro, i compagni delle cene in allegria. La tragedia di Marco Di Donato, meccanico manutentore alla Cartiera Burgo di Avezzano, morto a 43 anni mentre era impegnato nel suo lavoro, ha gettato nel dolore un’intera città.
La fabbrica dov’è avvenuto l’incidente resterà chiusa fino a lunedì. L’area della disgrazia e il muletto sono stati posti sotto sequestro dal sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Lara Seccacini. Oggi alle 10.30 il pm conferirà l’incarico per l’autopsia, che sarà eseguita sempre in giornata. Successivamente la salma verrà riconsegnata alla famiglia per i funerali che con ogni probabilità si terranno lunedì. I familiari sono assistiti dagli avvocati Franco Colucci e Dorangela Di Stefano, mentre la Burgo si avvale della consulenza dallo studio legale Chiusano di Torino. L’ipotesi di reato per cui si indaga è omicidio colposo e due persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Un atto dovuto per consentire i necessari accertamenti. Si tratta dell’operaio che era alla guida del muletto che ha travolto Di Donato e del direttore dello stabilimento. L’incidente è avvenuto giovedì pomeriggio in un’area dove sono in corso interventi per la riconversione della fabbrica in vista delle nuove produzioni di cartoncino. I carabinieri della compagnia di Avezzano, guidati dal capitano Pietro Fiano, e gli ispettori della Asl hanno ascoltato l’uomo alla guida del muletto e altri colleghi del 43enne. Tutto lascia supporre che si sia trattato di una disgrazia, ma chiaramente le indagini puntano a fare luce sulla dinamica.
«Scompare un amico e un punto di riferimento importante. Un ragazzo che è stato un valido atleta, sempre disponibile e vicino al ciclismo»: con queste parole Fernando Ranalli, a nome del Comitato provinciale L’Aquila della Federazione ciclistica italiana, ha voluto ricordare Marco Di Donato. «La sua scomparsa ha rattristato tutti i cicloamatori abruzzesi, che in tante gare e manifestazioni avevano avuto modo di conoscere la bontà di questo ragazzo», prosegue il presidente della Federciclismo L’Aquila, «al papà Antonio, consigliere provinciale della Fci, e a tutta la sua famiglia esprimo il più profondo cordoglio a nome di tutto il movimento ciclistico abruzzese».
L’uomo viveva a Caruscino. Lascia la compagna Pina D’Alessandro, commerciante molto conosciuta in città, proprietaria del negozio “Sartoria del Corso” all’angolo fra via Corradini e via Mazzini.
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