Morto Corrado, il signore delle pizze

12 Aprile 2019

Aveva 79 anni e nel suo locale ha servito generazioni di marsicani. Il sindaco: «Ha scritto una pagina di storia commerciale»

AVEZZANO. Saracinesche abbassate alla pizzeria Corrado di piazza Risorgimento. È morto l’altra notte, all'età di 79 anni, Corrado Mosca, storico fondatore del locale diventato simbolo della città, dove ogni avezzanese ha fatto tappa almeno una volta per gustare la spettacolare pizza bianca o la tradizionale margherita. Una pizzeria fondata mezzo secolo fa, per anni punto di riferimento dello struscio serale. Corrado Mosca, da tempo malato, si è spento assistito dai suoi cari. Lascia l’amatissima moglie Nunzia, i due figli, Stefano e Manuela, e quattro nipoti.
«È stato un grande esempio per tutti», lo ricorda commossa Esterita Di Domenico, grande amica di famiglia, «un fratello maggiore, sempre pronto a dare un buon consiglio, una mano, ma anche a rendere speciali le nostre feste di famiglia, dove non si tirava mai indietro per raccontare una barzelletta o animare la scena. Se è diventato un simbolo non è stato per caso. Per la famiglia e per tutti noi è stata una perdita gravissima».
Corrado Mosca era arrivato ad Avezzano da Terni, in gioventù, con al fianco il nipote Raffaele Petriachi, per tutti “Sughino”, stroncato da un infarto lo scorso novembre. In città aprì una delle prime pizzerie del centro conquistando in poco tempo il gradimento di tutti, con in testa i giovani studenti.
«Un grande imprenditore», evidenzia il sindaco Gabriele De Angelis, «conosciuto e stimato da tutti, che ha scritto una pagina di storia anche commerciale della nostra città. Resterà nel cuore di intere generazioni che in quella attività storica sono cresciuti».
Anni e anni in prima fila, fino alle ultime feste natalizie, quando la malattia che lo aveva aggredito è diventata sempre più intollerabile costringendolo a un lungo pellegrinaggio in diversi ospedali. Niente da fare, tanto che la famiglia lo ha riportato a casa, dove è morto assistito amorevolmente fino alla fine. Ora le redini dell’attività, rinnovata e ampliata negli ultimi anni, passano nelle mani della seconda generazione, affinché tengano alta la bandiera di famiglia. «Era un artigiano d’altri tempi, una di quelle figure che hanno fatto la storia di Avezzano», afferma Lorenzo Angelone, presidente di Confartigianato, «dove arrivò negli anni 60 e aprì la pizzeria diventata un simbolo: con le sue specialità ha contribuito a far crescere i ragazzi, ora lascia una grande eredità alla famiglia, ai figli, chiamati a portare avanti quell’attività artigianale storica, dove sono cresciute tante generazioni».
Acceso tifoso del Milan, l’anno scorso lo storico pizzaiolo fu premiato, in qualità di pioniere del commercio di Avezzano, dall’Auser e dalla Pro loco, in collaborazione col Comune, per la sua lunga attività nel campo della ristorazione. La salma dell’artigiano è esposta nella casa funeraria Rossi, in via Nuova, fino alle 10.30 di oggi, mentre i funerali vengono celebrati alle 11 nella cattedrale, di fronte alla sua pizzeria.
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