Morto da 5 mesi, mistero irrisolto

Castrovalva: senza nome il cadavere trovato nel dirupo, è all’obitorio di Chieti
ANVERSA DEGLI ABRUZZI. Dopo cinque mesi il cadavere ritrovato in un dirupo vicino a Castrovalva, la frazione di Anversa degli Abruzzi, non ha ancora un nome. Nessuno infatti ha finora reclamato quel corpo chiuso in una cella frigorifera dell’obitorio di Chieti dal 30 giugno scorso, né le indagini portate avanti dai carabinieri sono riuscite a far luce su una vicenda dai contorni ancora fin troppo confusi. Nemmeno le risultanze dell’autopsia, eseguita dal medico legale, Pietro Falco, sono servite per sciogliere i dubbi sulle cause della morte, e dare un nome a quel corpo senza vita dall’apparente età di 70 anni. Le indagini dei carabinieri della stazione di Anversa degli Abruzzi, supportate dal comando provinciale e sotto il coordinamento del sostituto procuratore Edoardo Mariotti, continuano a concentrarsi sulla filiera degli ospedali e delle cliniche private dal momento che l’uomo sembra aver subito un intervento chirurgico a una gamba. La placca in metallo trovata nel corso della perizia medico-legale potrebbe infatti costituire per gli inquirenti, la chiave per arrivare a scoprire l’identità del cadavere, ancora sconosciuta. Un’operazione complessa che comporta molto tempo e lunghi e meticolosi controlli perché l'intervento alla gamba, seppur particolare, potrebbe essere stato eseguito in qualsiasi ospedale della regione e in Italia. Da cinque mesi quella salma è letteralmente “parcheggiata” in una cella frigorifera dell’ospedale di Chieti, senza che il magistrato possa rilasciare il nulla osta per la sepoltura. Il corpo senza vita di quell’uomo completamente nudo, dall’apparente età di 70 anni, fu rinvenuto da due escursionisti avvolto in un sacco a pelo in un dirupo a ridosso della strada che porta a Castrovalva. Dall’autopsia era emerso che la morte risaliva a una decina di giorni prima del ritrovamento. Sul corpo non erano stati trovati segni di violenza, per cui l’ipotesi originaria di omicidio formulata dalla procura, era stata derubricata in occultamento di cadavere. Di certo la vittima non era una persona che aveva problemi con la giustizia poiché le sue impronte non risultano presenti negli schedari in possesso delle forze dell’ordine. Un giallo dunque in piena regola, che rischia di trasformarsi in un caso irrisolto. (c.l.)
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