Morto dopo le dimissioni, spuntano lesioni

27 Aprile 2023

Bisogna attendere 60 giorni per conoscere le cause del decesso. Emerse anomalie a livello del bacino

BALSORANO. Bisognerà attendere 60 giorni per conoscere la causa della morte di Franco Penso, il 76enne di Balsorano deceduto dopo 24 ore dalle dimissioni dall’ospedale. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Titolare del fascicolo, aperto dopo la denuncia presentata dalla nipote dell’anziano, è il pubblico ministero Ugo Timpano. Ieri il medico legale incaricato dalla Procura ha eseguito l’esame autoptico. L’anatomopatologo Giuseppe Sciarra ha prelevato dei reperti istologici dai cui risultati, comparati con quanto annotato nella cartella clinica posta sotto sequestro, sarà in grado di stabilire la reale causa del decesso. Al momento, quindi, non è stato possibile stabilire se vi siano state o meno responsabilità della struttura o dei medici che hanno avuto in cura il pensionato. Sul cadavere, però, sono emerse delle gravi lesioni all’osso sacro. Un dato anomalo sul quale il consulente dovrà far luce. L’anatomopatologo si è preso 60 giorni di tempo per depositare la relazione sul tavolo del magistrato che venerdì potrebbe firmare il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia. I funerali, quindi, non saranno celebrati prima di sabato. All’autopsia ha partecipato anche il consulente di parte Mauro Arcangeli. Il 31 marzo scorso, in seguito a una grave respiratoria, il 76enne era stato portato all’ospedale di Avezzano dove era stato ricoverato nel reparto di Geriatria. Era stato dimesso il 19 aprile, ma la mattina seguente era stato colto da una nuova crisi che gli è stata fatale. È morto al pronto soccorso, dove era arrivato in ambulanza.
Dopo il decesso la nipote di Penso si era rivolta agli avvocati Berardino Terra e Michele Perruzza chiedendo il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia sul corpo dello zio deceduto. Nella denuncia la nipote di Penso aveva riferito, inoltre, che da oltre 30 anni lo zio assumeva diversi farmaci. Motivo per il quale il pm ha chiesto al consulente non solo di accertare la causa della morte ed eventuali responsabilità o negligenze da parte del personale sanitario, ma anche di «valutare l’incidenza, in relazione alla morte, dell’eventuale mancata somministrazione o riduzione del dosaggio nel corso del ricovero dei farmaci che Penso assumeva». (f.d.m.)
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