Morto l’uomo che costruì Camporotondo

Rosci aveva 69 anni, a lui si deve lo sviluppo della località turistica. Lutto cittadino a Cappadocia
CAPPADOCIA. Lutto cittadino oggi a Cappadocia per la scomparsa dell’imprenditore Mario Rosci. Il “sindaco di Camporotondo”, come lo chiamavano tutti, si è spento ieri all’età di 69 anni dopo una lunga malattia. Mario Rosci era lo zio del vicesindaco di Cappadocia, Fabrizio, tragicamente scomparso nel 2014 in un incidente stradale a Santa Iona all’età di 31 anni. La figura dell’imprenditore è indissolubilmente legata alla crescita e allo sviluppo turistico del territorio e in particolare di Camporotondo. Negli anni Ottanta con la sua impresa di costruzioni Rosci ha realizzato gran parte dei complessi residenziali della località turistica. Erano gli anni d’oro del turismo, quando la località montana veniva letteralmente presa d’assalto dai villeggianti arrivati dalla vicina capitale. Erano gli anni del boom immobiliare quando gli acquisti della seconda casa in montagna qui facevano registrare numeri record per il territorio. L’impresa Rosci ha costruito immobili anche a Tagliacozzo e ad Avezzano. A Petrella Liri la moglie del “sindaco di Camporotondo”, Maria Pia, gestisce il bar ristorante “Il Grifone”. A Camporotondo, invece, la famiglia Rosci è titolare dell’unico hotel ristorante rimasto ancora aperto “Il Bucaneve” e ha la gestione della seggiovia inaugurata qualche anno fa. Qui ad affiancare papà Mario nelle due attività c’è il figlio William. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati da tutta la Marsica dove Rosci era conosciuto e stimato. Primo fra tutti quello del sindaco di Cappadocia, Lorenzo Lorenzin. «È venuto a mancare un punto di riferimento per tutti quelli che venivano a Camporotondo. Rosci era sempre lì, quasi come una figura istituzionale, tanto che molti lo chiamavano il sindaco di Camporotondo. Una persona pronta ad aiutare tutti, paesani e non, e pronta a dedicare un sorriso a chi ne aveva bisogno. Era anche pronto a riprendere tutti noi se notava qualche mancanza per il suo paese. Un esempio», sottolinea il primo cittadino di Cappadocia, «lavoratore instancabile, imprenditore che ha creduto e puntato tutto se stesso nel nostro comune, marito premuroso e padre esemplare, ma soprattutto un amico vero, leale e unico. Le mie parole da sindaco sono finite. Ora parlo da uomo pieno di dolore per la scomparsa di un amico fraterno a cui ho voluto veramente bene e che mi ha dato tanto dal punto di vista umano. Mario Rosci è colui che mi ha sostenuto e voluto alla guida di questo Comune con tutto se stesso. Per questo il mio impegno per portare il Comune di Cappadocia ai fasti che merita sarà ancora più grande». Mario Rosci lascia anche le figlie Valentina e Sara.
I funerali si celebrano oggi, alle 14.30, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Petrella Liri, dove viveva con la famiglia. (f.d.m.)

