Morto l’uomo travolto da un’auto pirata

10 Ottobre 2022

Sebastiani era stato investito sulle strisce. L’automobilista identificato dopo la fuga rischia l’accusa di omicidio stradale

SCURCOLA MARSICANA . Non ce l’ha fatta Gabriele Sebastiani, il 76enne investito da un pirata della strada all’ingresso di Scurcola Marsicana. Investitore successivamente identificato – un piccolo imprenditore di Avezzano – e che ora rischia l’accusa di omicidio stradale.
Era il 21 luglio scorso, un giovedì. Da quella sera l’ex dipendente del Comune di Roma non era mai uscito dall’ospedale. Fino al decesso avvenuto l’altro giorno.
Dopo mesi trascorsi nel reparto di Rianimazione, il pensionato doveva essere trasferito in una struttura riabilitativa. Improvvisamente le sue condizioni di salute si sono aggravate e il suo cuore ha smesso di battere. Originario del quartiere romano di Casal Bertone, dodici anni fa, dopo la pensione, si era trasferito a Scurcola Marsicana, paese di origine della moglie Vincenza Nuccetelli, per stare vicino alla figlia e al nipotino. Sebastiani è il genero dell’ex consigliere comunale Tomas Paolucci.
Aveva comprato una villetta all’ingresso del paese, lungo la Tiburtina. L’auto pirata lo aveva falciato proprio a duecento metri da casa, in via Roma, mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali in compagnia della moglie e di un amico, A.L., 76enne, anche lui rimasto ferito. Quest’ultimo, sempre originario di Roma, aveva comprato una villetta a Scurcola accanto a quella di Sebastiani. Nel tempo tra le due famiglie si era instaurato un legame quasi fraterno.
La sera dell’investimento i due pensionati erano stati sbalzati in aria per poi atterrare rovinosamente sull’asfalto. Nella caduta Sebastiani aveva battuto la testa riportando un grave trauma cranico, oltre a numerose fratture. Meno gravi le condizioni dell’amico (anche se è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici a causa del traumi riportati in seguito all’investimento).
A travolgere i due amici, come accertato nel corso di un’indagine coordinata dalla Procura, era stata un’Alfa Romeo 156 station wagon di colore grigio.
Alla guida dell’auto pirata c’era D.S., 71 anni, di Avezzano. Invece di fermarsi a prestare i soccorsi, l’automobilista aveva premuto il piede sull’acceleratore ed era fuggito. Poi, una volta tornato a casa, aveva deciso di nascondere l’auto in aperta campagna celando il cofano anteriore abbozzato – ma danni erano evidenti anche sul paraurti e sul parabrezza – sotto un telo nel tentativo di coprire le prove della sua colpevolezza. Vettura posta sotto sequestro. A incastrarlo erano state le testimonianze delle due donne che erano in compagnia degli anziani investiti e le immagini delle telecamere di videosorveglianza di abitazioni private poi acquisite dagli investigatori.
Rintracciato dopo poco meno di 24 ore, l’uomo era stato denunciato per lesioni stradali e omissione di soccorso. Adesso rischia accuse ben più gravi qualora dovessero emergere chiare correlazioni tra l’investimento e il decesso.
Sebastiani era una persona energica, amava andare in bici, camminare e giocare a calcio con il suo nipotino, come lo ricordano quanti l’hanno conosciuto.
I funerali non sono stati ancora fissati perché la salma è a disposizione della magistratura che con probabilità disporrà l’autopsia.
Oltre alla moglie, l’uomo lascia i figli Fabiana e Gianluca.
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