Morto nel fiume, la Procura chiama i Ris

1 Marzo 2019

Si cercheranno tracce biologiche di D’Orazio nell’auto sequestrata a uno degli indagati. E oggi l’esame sui telefonini

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Alla ricerca di eventuali tracce biologiche di Collinzio D’Orazio nell’Audi A3 sequestrata a Fabio Sante Mostacci, uno dei due giovani indagati per la morte del 51enne di San Benedetto dei Marsi. Il sostituto procuratore Lara Seccacini si è rivolta ai Ris (Reparti investigazioni scientifiche) di Roma per approfondire le indagini. L’incarico verrà affidato giovedì 7 marzo. L’auto di Mostacci è sotto sequestro. Sul caso della misteriosa morte di D’Orazio, trovato nel fiume Giovenco senza vita dopo 23 giorni di ricerche, si continua a indagare senza sosta. Stando al racconto dei due indagati, con l’auto D’Orazio è stato accompagnato alla periferia del paese. Era la notte del primo febbraio. Prima che se ne perdessero le tracce. Intanto, gli accertamenti medico-legali, eseguiti nel corso dell’autopsia durata circa sei ore, hanno fatto emergere nuovi elementi. Secondo fonti della difesa dei due indagati, che si sono rivolti al medico legale Giuseppe Calvisi, alcuni elementi farebbero pensare a un annegamento. Il consulente nominato dalla Seccacini, il docente universitario Cristian D’Ovidio, ha preparato una relazione da consegnare in queste ore in attesa degli esami completi che dovranno arrivare entro 90 giorni. La Procura ha indagato Mostacci e l’amico Mirko Caniglia, ipotizzando anche il reato di abbandono di incapace. Sono coloro che per ultimi hanno visto la vittima riferendo di avergli dato un passaggio. I due sono difesi dagli avvocati Antonio Milo, Franco Colucci e Mario Flammini, mentre la famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Berardino Terra. Anche nel corso dell’ultima puntata della trasmissione “Chi l’ha visto?” sono emersi altri dettagli. I due giovani hanno raccontato di avere riaccompagnato D’Orazio verso la casa, sbagliando però indirizzo e citofonando alla famiglia di un avvocato del paese. Il professionista si è affacciato alla finestra. Quest’ultimo ha raccontato di aver visto uno dei due che strattonava D’Orazio per farlo uscire dall’auto, ma lui non voleva. Così sono ripartiti dirigendosi in una strada più isolata, dove sarebbe stato lasciato. L’auto avrebbe avuto anche un incidente, urtando un tombino. In quel punto si perdono le tracce del 51enne. Anche il fiuto dei cani molecolari si è fermato lì, come se dell’uomo non ci fosse stata più alcuna traccia. Ed è questo un altro misterioso punto della vicenda. Oggi sarà eseguito un altro accertamento di rilevante importanza che riguarda i telefonini sequestrati ai due. La salma di D’Orazio, restituita ai familiari, verrà esposta oggi all’obitorio dell’ospedale di Avezzano. Domani, invece, l’addio con una cerimonia nella Sala del regno dei Testimoni di Geova.
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