Morto nell’auto, s’indaga per omissione di soccorso

Ricostruiti gli ultimi istanti di vita del pensionato di Luco. L’Asl avvia accertamenti La verità nelle immagini delle telecamere dell’ospedale. Ascoltato il personale
LUCO DEI MARSI. Si indaga per far luce sulle ultime ore di vita di Enzo Di Felice, il pensionato 72enne di Luco dei Marsi morto venerdì mattina al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano dove era arrivato pochi minuti prima, in condizioni critiche, a bordo dell’auto guidata dalla sorella Jole. In settimana il sostituto procuratore Ugo Timpano, che coordina le indagini, conferirà l’incarico al medico legale per accertare l’esatta causa del decesso. L’indagine della Procura è scatta a seguito della denuncia per omissione di soccorso presentata dai familiari del pensionato ai carabinieri di Avezzano a pochi minuti dal decesso. I militari, guidati dal capitano Luigi Strianese, stanno cercando di ricostruire quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità e presunti ritardi nei soccorsi da parte del personale sanitario in servizio. In questi giorni gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei medici, degli infermieri e degli operatori presenti al momento del fatto. Ma determinanti ai fine dell’indagine saranno i filmati delle telecamere di videosorveglianza del pronto soccorso che consentiranno agli inquirenti di stabilire con certezza quanto tempo sia trascorso tra l’arrivo della vittima davanti al triage della struttura sanitaria e il primo intervento prestato da un’infermiera in servizio, richiamata dal clacson della Fiat 600 rossa a bordo della quale viaggiava anche Tonina, la moglie di Di Felice. Il manager della Asl, Roberto Testa, ha fatto sapere che sulla vicenda verrà «avviata un’indagine interna», come da prassi, «per accertare fatti, circostanze ed eventuali responsabilità».
Il pensionato di Luco stava male da tempo. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l’altra mattina le sue condizioni di salute si sono aggravate: ha iniziato a respirare con difficoltà, accusando un dolore al petto, tanto che la moglie e la sorella hanno deciso di caricarlo in macchina e dirigersi verso Avezzano. Secondo quanto sostenuto nella denuncia, inizialmente le due donne si sono rivolte a una struttura sanitaria privata, ma il paziente, in preda a una crisi respiratoria, sarebbe stato respinto perché non riusciva a tenere la mascherina e la struttura non era attrezzata con un’area Covid dedicata. Da qui la corsa disperata in ospedale. È stata un’infermiera del pronto soccorso a prestare le prime cure al paziente, arrivato in gravi condizioni, praticandogli delle manovre salvavita. Una volta trasferito sulla barella, e portato all’interno del triage, i medici non hanno potuto far altro che dichiarare il decesso. Ai carabinieri, moglie e sorella hanno riferito che l’uomo sarebbe morto a bordo dell’auto mentre aspettava di essere soccorso. Stando ai primi riscontri il decesso sarebbe sopraggiunto in seguito ad una grave crisi respiratoria, forse dovuta a un attacco di cuore. Sarà l’esame autoptico disposto dalla Procura a far luce sull’esatta causa della morte. Intanto, come da prassi, si attende l’esito del tampone per escludere l’infezione da Covid19.

