Morto nello schianto, strada nel mirino

27 Gennaio 2021

Buche, segnaletica cancellata, accessi laterali e fermate al buio: tutte le criticità della Provinciale 33. Oggi l’autopsia

L’AQUILA. Segnaletica orizzontale in rifacimento. Il cartello stradale c’è, ma l’annuncio è di quelli senza tempo. Le strisce a terra mancano del tutto. Non esiste la banchina e chi – per avventura – dovesse trovarsi a percorrere la Provinciale 33 di notte, per salvarsi la pelle dovrebbe affondare i piedi nel terreno della scarpata laterale.
Tornare in questa strada il giorno dopo la tragedia di Preturo – nel luogo dell’incidente mortale costato la vita al 38enne meccanico Luca Messineo – vuol dire prendere coscienza del fatto che, in attesa delle risposte sulla dinamica, tra le concause spicca quella della pericolosità del tracciato. E delle carenze più volte evidenziate, eppure mai affrontate e risolte. Si va dalle buche, aumentate di numero e di profondità dopo le ultime precipitazioni e il passaggio dei mezzi spazzaneve e spargisale, fino alle fermate dei bus al buio, di cui resta in piedi soltanto la palina, passando attraverso i marciapiedi sconnessi. «Non doveva andare così», scrive su Facebook Alessandro Messineo, il fratello della vittima, a corredo di una foto di tanti anni fa. «Questi eravamo noi. Io e il mio fratellone Luca. Uniti nella vita. Uniti nel primo giorno d’asilo, uniti nella prima comunione, uniti nel primo giorno di scuola media. Uniti in tantissimi viaggi per andare a trovare nostra nonna. La nostra forza era stare uniti in qualsiasi cosa. Uniti nel fare forza ai nostri genitori. C’eri sempre per me perché io ero il fratello con cui avevamo condiviso tutto. Ogni qualvolta avevo un problema alla mia macchina facevi sempre prima tu a prendere la mia chiave e a risistemarla. Non doveva andare così». Oggi, dopo l’autopsia, sarà possibile fissare i funerali. In segno di solidarietà gli amici hanno deciso di sostenere concretamente la famiglia.
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