Morto Sbardella, il giornalista-operaio

Aveva 65 anni, fatale un malore in Comune. Era il responsabile della comunicazione nell’amministrazione Di Pangrazio
AVEZZANO. Determinato, pragmatico, realista, testardo. Mario Sbardella era questo e tanto altro, un “operaio” prestato al giornalismo. Anzi, un “direttore operaio”, come si autodefiniva, un po’ per scherzo, un po’ perché era davvero un manovale della carta stampata, per il suo approccio umile e concreto. E se n’è andato proprio mentre faceva ciò che amava: scrivere. È morto per un ictus che lo ha colpito mentre era davanti al computer, nel suo ufficio in Comune. Aveva appena inviato un comunicato. L’ultimo. A trovarlo privo di sensi è stato il dirigente Tiziano Zitella. Immediato l’allarme, l’arrivo del 118 e il ricovero in ospedale.
CHE COSA FACEVA
Sbardella, giornalista pubblicista dal 1997, lavorava come portavoce del sindaco ed era il responsabile municipale alla comunicazione. Ma per il Comune era tanto di più, una specie di assessore ombra. Dopo il ricovero d’urgenza venerdì mattina – e l’intervento chirurgico – le sue condizioni sono peggiorate e ieri mattina è morto. A maggio avrebbe compiuto 66 anni e presto sarebbe diventato nonno.
LA PASSIONE
Ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, dove aveva cominciato a lavorare da giovanissimo, negli anni Novanta arriva il primo incontro con la comunicazione, come iscritto e poi responsabile di Legambiente, di cui curava i Campi scuola nella Riserva di Zompo lo Schioppo, un ruolo che gli si confaceva in quanto ambientalista convinto. Poi via via una serie di altri incarichi, al Gal, al Patto territoriale, al Consorzio acquedottistico. Ma la vera svolta arriva quando inizia a collaborare per il Centro. Con la guida dell’allora responsabile della redazione di Avezzano, Nino Motta, diventa corrispondente da Balsorano, dove si era trasferito da Arce (Frosinone) dopo il matrimonio, e della Valle Roveto. Dirige anche delle riviste, come Terre, in Valle Roveto, e L’Indiscreto, che grazie alla sua caparbietà riesce a far uscire anche in edicola. Infine l’esperienza nella pubblica amministrazione. Diventa addetto stampa del Comune nell’ultima amministrazione Floris, poi nel primo mandato di Gianni Di Pangrazio e quindi nell’attuale amministrazione.
SPIRITO LIBERO
Amava la montagna e lo sport all’aria aperta. Era appassionato di podismo e correva coi Runners Avezzano. Era un cercatore di funghi e un raccoglitore di orapi, passione che condivideva con gli amici che ora lo piangono. Era uno spirito libero, amava i motori e con tanta passione aveva restaurato una moto custom e una vecchia Citroen Dyane, icona pop e simbolo degli anni Settanta. La sua filosofia e il suo animo ambientalista, ecologista e di sinistra non avevano mai interferito nella sua attività di giornalista.
LA MORTE DEL PAPà
Era rimasto provato dalla perdita, il 26 dicembre, dell’anziano padre, al quale era molto legato. Un lutto che però non aveva intaccato la sua gioia: perché presto sarebbe diventato nonno. Una morte inaspettata che ha gettato nel dolore le figlie Marta e Paola, l’attuale compagna, Elisabetta Farinacci, che gestisce un negozio di ceramiche in via XX Settembre, i tanti amici e i colleghi. I funerali si terranno domani alle 11 nella chiesa della Madonna del Passo a Borgo Pineta. La salma resterà esposta nella casa funeraria Rossi in via Nuova 93 oggi dalle 10 alle 18 e domani dalle 9 alle 10.30. Dopo il rito funebre la salma sarà cremata.
CORDOGLIO
Tanti i messaggi di cordoglio, primo tra tutti quello di Gianni Di Pangrazio, che l’aveva voluto con sé in Comune, come portavoce. Di Pangrazio che ieri si trovava in ospedale all’arrivo della terribile notizia. «Provo molto dolore, ho perso un vero amico, ho perso un compagno di svago, ho perso un confidente», ha detto, «Mario è stato il primo a insistere perché tornassi a fare il sindaco. Sarà dura fare a meno di lui». Tutto il Comune, dipendenti, consiglieri e assessori, primo tra tutti il vicesindaco Domenico Di Berardino, si sono detti colpiti profondamente ricordando «la qualità umana e professionale grazie alla quale Mario era stato capace di conquistare tutti, in municipio e nel suo lavoro di giornalista come storica firma del Centro». Anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha voluto lasciare un messaggio di cordoglio: «Un professionista serio, una persona a modo, un grande e appassionato lavoratore». Mentre per Massimo Verrecchia, capo di gabinetto del presidente della Regione, Marsilio, «se ne va un bravo giornalista, firma storica del Centro, equilibrato, leale e obiettivo nella cronaca politica».
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