Mostra rinviata per pioggia Ospedale, secchi nel tunnel

L’AQUILA. La pioggia, caduta quasi incessantemente da giovedì sera a ieri, ha creato non pochi problemi in città. A cominciare dal fatto che lungo i tunnel dell’ospedale San Salvatore ci sono state...
L’AQUILA. La pioggia, caduta quasi incessantemente da giovedì sera a ieri, ha creato non pochi problemi in città.
A cominciare dal fatto che lungo i tunnel dell’ospedale San Salvatore ci sono state alcune infiltrazioni per cui gli addetti sono stati costretti a collocare dei secchi per evitare che l’acqua stagnasse sulla pavimentazione.
Sempre per la pioggia è stata rinviata a oggi, alle 18, l’inaugurazione della mostra “Le croci del Perdono” altrimenti detta “Vexilla regis, Perdono e Salvezza”. Infatti, sul pavimento dello storico Palazzo Pica Alfieri si trovavano cinque centimetri di acqua, forse anche a causa di un finestrone lasciato incautamente aperto. La mostra è organizzata dalla Cna e resterà aperta fino al 30 agosto con questi orari: 10-13 e 17-21.
Per il resto non ci sono stati altri particolari problemi, visto che i vigili del fuoco non hanno ricevuto richieste di intervento.
La pioggia ha reso difficile la circolazione nella mattinata di ieri in alcune strade cittadine con particolare riferimento a via Amiternum, dove le macchine hanno avuto non pochi problemi per via di pozze stracolme di acqua con il rischio, sempre presente, del pericoloso fenomeno dell’aquaplaning. E a Pettino, infatti, i tombini sono andati in tilt. Difficile, in alcuni casi, anche segnalare le varie problematiche. H«o trascorso circa 40 minuti al telefono con il comune dell’Aquila», racconta Emanuela Morelli. «Il centralino ha risposto dopo 10 minuti. Hanno provato a passarmi ben 5 interni delle opere pubbliche, ma non ha risposto nessuno. Volevo semplicemente sottolineare loro la ridicola e tristemente nota condizione delle strade e della rete fognaria a Pettino in una qualsiasi giornata di pioggia leggermente abbondante. Non mi è stato possibile farlo».
«Avrei voluto chiedere», conclude, «cosa impedisce all’amministrazione di curare i servizi essenziali e di rendere più semplice la vita di noi cittadini. In altre città accade...qui no! ».
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