Moto, 3 morti in un mese Scatta la tolleranza zero

L’AQUILA. Tre motociclisti morti in un mese sulle strade della provincia dell’Aquila. Troppi per non far scattare l’allarme e dare il via libera a una serie di misure per monitorare il fenomeno delle...
L’AQUILA. Tre motociclisti morti in un mese sulle strade della provincia dell’Aquila. Troppi per non far scattare l’allarme e dare il via libera a una serie di misure per monitorare il fenomeno delle moto che soprattutto nei weekend corrono lungo rettilinei e tornanti.
Il prefetto Cinzia Torraco ha presieduto un vertice convocato «per l’esame della problematica connessa ai fenomeni di incidentalità motociclistica sulle strade della provincia». All’incontro hanno preso parte rappresentanti di polizia, carabinieri, Guardia di finanza, Provincia e Anas, oltre a delegati della Federazione motociclistica italiana e dei Motoclub. «La tematica è di particolare rilevanza per l’alto numero degli incidenti stradali rilevati sulle strade del territorio interessato ed è origine di elevata preoccupazione tra gli amministratori locali e la popolazione delle zone coinvolte, in particolare con l’avvicinarsi della stagione estiva», spiegano dalla prefettura, «i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno unanimamente sottolineato come alla base dell’alto numero di incidenti rilevati, alcuni anche mortali, ci siano comportamenti troppo spesso poco responsabili di alcuni motociclisti, specialmente nei giorni del fine settimana, quando un elevato numero di moto percorre le strade in particolare di montagna, a volte partecipando a vere e proprie sfide di velocità. I deterrenti usuali di contrasto alla velocità elevata, quali ad esempio gli autovelox, non si rivelano adeguati sia per le segnalazioni della loro presenza prontamente scambiate tra i motociclisti, sia per l’adozione di deterrenti anche poco legittimi, per cui al momento la soluzione che si adotterà sarà quella della tolleranza zero, con posti di blocco e contrasto dinamico sulle strade coinvolte, a tutela della sicurezza della popolazione spesso messa a repentaglio anche da alte velocità all’interno dei centri abitati».
Anas e Provincia hanno parlato di atteggiamenti poco responsabili. «Comportamenti poco ragionevoli da parte di alcuni motociclisti» sono stati evidenziati dai rappresentanti della Fmi e dei Motoclub. In larga parte si tratta di non iscritti alla Federazione o ai Motoclub. Dalle associazioni è arrivato il suggerimento dell’adozione di campagne pubblicitarie, cartellonistiche stradali, sensibilizzazione nelle scuole, educazione stradale e, comunque, di un sistema che possa contribuire a creare un modo più ragionevole e sicuro di percorrenza non solo dalle moto, ma anche delle biciclette e delle macchine, spesso concausa degli incidenti rilevati, sulla rete stradale provinciale. Il prefetto Torraco, cui sono giunti i ringraziamenti dei partecipanti, ha auspicato che vengano adottati «comportamenti maggiormente responsabili sulle strade», sulle quali «verrà incrementata l’attività di contrasto e sanzionatoria».
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