Motoraduno, esposto in Procura del Wwf

23 Luglio 2017

L’AQUILA. Il Wwf ha presentato un esposto sul motoraduno di Campo Imperatore della scorsa settimana, a causa anche della quantità di rifiuti lasciati dai partecipanti, con «modalità e comportamenti...

L’AQUILA. Il Wwf ha presentato un esposto sul motoraduno di Campo Imperatore della scorsa settimana, a causa anche della quantità di rifiuti lasciati dai partecipanti, con «modalità e comportamenti inconcepibili all’interno di un Parco nazionale», afferma il Wwf.
Dopo aver acquisito una serie di documenti, segnalazioni e foto, il Wwf ha provveduto a inviare un esposto alla Procura della Repubblica dell’Aquila «in merito alla manifestazione svoltasi lo scorso fine settimana (16 e 17 luglio) a Campo Imperatore, località Fonte Vetica, nel territorio del comune dell’Aquila, nel Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga. Le modalità di svolgimento di questa manifestazione e alcuni comportamenti testimoniati da foto e video, appaiono del tutto incompatibili, non solo con le norme di tutela previste all’interno del Parco, ma con il semplice buonsenso», dichiara Luciano Di Tizio, delegato regionale per l’Abruzzo del Wwf Italia. «Campeggio al di fuori delle aree consentite, presenza di autoveicoli e motoveicoli sulle praterie d’alta quota, utilizzo e sorvolo di droni, accensione di fuochi, abbandono di rifiuti: c’è da rimanere sconcertati a vedere le immagini e i video realizzati durante la manifestazione. Stiamo parlando di uno dei luoghi che dovrebbe essere tra i più protetti in Italia e nel continente, visto che Campo Imperatore, oltre che in un Parco nazionale, rientra tra le Zone di protezione speciale e i Siti di interesse comunitario della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea. Situazione incredibilmente fuori controllo», sottolinea Di Tizio, «ancora più ingiustificata se, come sta emergendo man mano che si fanno ricerche, già negli anni passati vi sono state iniziative di questo genere».
Nell’esposto il Wwf chiede di accertare «se l’evento abbia avuto tutte le autorizzazioni, a iniziare da quella del Parco; se, nel caso ci fossero queste autorizzazioni, le stesse contenessero prescrizioni da rispettare; se sono stati eseguiti controlli nei due giorni di durata dell’iniziativa». Una segnalazione su quanto è accaduto è stata inviata anche alla direzione generale per la Protezione della natura e del mare del ministero dell’Ambiente.