Movida e isola, Biondi tira dritto: «Collaboriamo coi commercianti»

Il sindaco: «Non possiamo trasformare il centro storico in un museo, qui lavorano decine di attività Non c’è un’emergenza L’Aquila, solo esuberanze. Non tollereremo fenomeni di maleducazione»
L’AQUILA. «Non possiamo trasformare il centro storico in un museo, perché qui lavorano decine e decine di attività. Per questo se mi venisse detto di chiudere i locali a mezzanotte risponderei di no. Però non tollereremo fenomeni di maleducazione. Per tale ragione sono stati già potenziati i controlli». Parole del sindaco Pierluigi Biondi, che con il Centro torna ad affrontare temi di strettissima attualità: il fenomeno movida, accompagnato da specifiche ordinanze che dettano regole per il decoro, e la zona pedonale di recente istituzione.
«Al momento si va avanti così, indietro non si torna, solo in caso di emergenze gravi potremmo apportare dei correttivi», precisa ancora Biondi. E lo fa alla vigilia del consiglio comunale di domani (ore 15.30) chiamato a esaminare gli episodi di degrado denunciati da cittadini ed esercenti delle aree del centro storico interessate dalla movida.
Come accade ormai un po’ in tutta Italia, da un lato c’è l’esigenza di salvaguardare il sonno dei residenti, dall’altro la necessità di tutelare il lavoro delle attività di ristorazione e il divertimento del popolo della notte, dopo difficilissimi mesi di chiusure legate alla pandemia.
«L’emergenza aquilana non esiste, sbaglia chi afferma il contrario», riprende il sindaco Biondi, «da gennaio a oggi si sono verificati due, tre episodi spiacevoli per i quali si ravvisano ipotesi di reato, in una circostanza addirittura con il coprifuoco in essere. Per il resto ci troviamo di fronte a episodi di maleducazione che dobbiamo contrastare ma che possono capitare quando si muovono tante persone tutte assieme. Consideriamo, però, che la stragrande maggioranza dei giovani si diverte in modo corretto e composto. Le questioni di ordine pubblico le abbiamo affrontate anche nel corso del recente incontro con il nuovo questore Enrico De Simone, al quale ho dato il mio benvenuto all’Aquila. Abbiamo emanato delle specifiche ordinanze, attentamente valutate, per regolamentare alcuni comportamenti. Tutte le principali zone dove si concentra la movida sono videosorvegliate. Impensabile dover militarizzare la città. È invece un’altra la strada da seguire, ovvero quella della collaborazione con gli esercenti affinché vengano attuate misure di senso civico. Sono convinto che su questo punto ci troveremo tutti d’accordo. L’importante è seguire una linea di buon senso».
Altro tema riguarda la zona pedonale, con la chiusura delle strade in vigore a partire dallo scorso lunedì 28 giugno e fino a domenica 26 settembre (dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 24 e il sabato a partire dalle 11 fino alle 24 della domenica). Anche in questo caso sono scattati controlli, soprattutto per evitare parcheggi selvaggi. Venerdì sera sono state poco più di venti le sanzioni inflitte dalla polizia municipale. Non senza proteste. Qualcuno tra gli automobilisti lamenta una scarsa presenza di segnaletica.
Altra protesta ieri mattina con una zona pedonale semideserta. Mentre in serata il colpo d’occhio è stato decisamente differente.
«Anche in questo caso ci saranno buon senso e tolleranza», anticipa Biondi, «soprattutto per le persone che non sono dell’Aquila e che magari si ritrovano in centro perché guidate dal navigatore che non può segnalare la presenza della zona pedonale. Le valutazioni le faremo sul medio, lungo periodo. Tra quattro giorni parte una rassegna culturale che non esiste neanche nelle grandi città, abbiamo alberghi e B&B pieni. Se c’è qualche calo di presenze tra gli aquilani è fisiologico».
Conclude il sindaco: «Vi farei leggere i tanti messaggi che ricevo ogni giorno a proposito della zona pedonale. Alcuni commercianti mi dicono che non fanno più affari, altri che invece esultano perché non hanno mai visto una piazza così piena. Ci sono mamme che mi ringraziano perché finalmente possono girare in santa pace coi bimbi al seguito. Persone che si lamentano perché non trovano parcheggio. Da sindaco, devo tener conto delle esigenze di tutti. E lo sto facendo».

