Movida e violenze, ecco il piano Ma niente stretta su musica e alcol

9 Febbraio 2023

Bocciata la proposta dell’opposizione, la maggioranza approva invece il suo documento in 8 punti: un premio ai locali che si impegnano sul decoro, più controlli dei vigili urbani e videosorveglianza

L’AQUILA. Una battaglia durata più di tre ore, che lascia strascichi politici e non solo. Questo è stata l’adunanza di ieri del consiglio comunale dell’Aquila, convocata per discutere della movida e del disagio giovanile. O meglio: delle serate rumorose che hanno spaccato locali e residenti del centro storico e degli atti di violenza dilagante delle baby gang. Come esperti, sono stati ascoltati il segretario nazionale del Nuovo sindacato carabinieri Roberto Di Stefano e il presidente dell’Ordine degli psicologi d’Abruzzo Enrico Perilli, oltre a rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale.
Il consiglio ha prima bocciato il piano in 25 punti – diventati 28 con gli emendamenti – proposto dall’opposizione con primo firmatario Alessandro Tomassoni del gruppo Il Passo possibile, che prevedeva anche lo stop alle deroghe per la musica notturna e limiti alla vendita di alcolici fuori dai locali. Poi la maggioranza ha presentato e approvato (anche con il voto dai banchi dell’opposizione di Enrico Verini di Azione) un proprio documento con Fabio Frullo primo firmatario, che impegna la giunta comunale su otto azioni, che prevedono più controlli, progetti per i giovani, premi e semplificazioni burocratiche.
GLI OTTO IMPEGNI DEL PIANO
Il piano approvato dalla maggioranza impegna innanzitutto l’esecutivo Biondi «ad attivare progetti educativi, formativi e sociali sul tema della povertà educativa e del contrasto alle disuguaglianze socio-economiche», ma anche «ad attivare e potenziare i servizi informativi per i giovani, con particolare riferimento all’accesso al lavoro». E poi ancora «ad attivare misure necessarie per la tutela collettiva degli spazi pubblici» e «ad attivare controlli puntuali con il corpo di polizia municipale finalizzati al rispetto di quanto previsto nel piano del commercio e nel regolamento di polizia urbana con controlli stringenti nel rispetto dei consumatori, degli esercenti e dei residenti», ma anche «ad attivare procedure di semplificazione per la concessione degli spazi per l’installazione dei cosiddetti dehors». E poi impegna la giunta «a continuare l’azione di tutela della salute pubblica attraverso la redazione del piano comunale di classificazione acustica», a «continuare l’azione di tutela della salute pubblica attraverso lo sviluppo delle attività di videosorveglianza» e «a continuare l’attività di programmazione per la pulizia del centro storico prevedendo eventuali premialità per gli esercenti che si impegnano a presentare e realizzare progetti finalizzati alla tutela del decoro urbano, ambientale e di controllo».
OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO
«Un documento di facciata, “vuoto” e privo di reali proposte»: così l’opposizione boccia il piano in otto punti approvato dalla maggioranza, «a questa amministrazione non interessano il disagio sociale, la regolamentazione e il controllo degli spazi urbani, e quindi la gestione della vivibilità in centro storico, il rispetto delle regole, la sicurezza dei cittadini, tutti criticità non affrontate».
Quindi ancora sul piano bocciato: «Il nostro documento trattava invece in maniera dettagliata sicurezza, prevenzione e proposta di azioni sociali, rigenerazione socio-urbanistica e pianificazione di interventi volti alla costruzione dei servizi mancanti in centro storico. Documento frutto del lavoro, durato mesi, di ascolto e confronto con residenti, commercianti e professionisti del territorio; punti che la maggioranza non ha inteso accettare e sui quali non ha neanche voluto dibattere nei pochi interventi che si sono susseguiti. È evidente che a chi governa la città importino poco le crescenti preoccupazioni che hanno destato le recenti cronache, che raccontano di un’escalation di episodi di teppismo senza controllo, di bullismo, di violenza gratuita e atti vandalici, fino ad arrivare ai gravissimi episodi di furti e rapine in centro storico, uno persino a mano armata e in pieno giorno. Eppure le regole ci sono, basterebbe farle rispettare».
MA VERINI SI SMARCA
Il documento è di tutta l’opposizione, tranne Enrico Verini di Azione, che ha votato con la maggioranza. «Sulla movida molesta erano in votazione due documenti: uno di maggioranza e uno di opposizione, entrambi contenenti elementi positivi», ha scritto in un messaggio pubblico. «Siccome mi piace s lavorare sui problemi concreti, ho deciso di votarli entrambi, essendo il contenuto sempre condivisibile. Io faccio il consigliere sui temi e voto a favore quando c’è da votare per il bene collettivo, a prescindere da chi propone la misura. Gli altri votano per schieramento politico».
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