Movida in zona rossa, pm indaga

13 Settembre 2017

Informativa della polizia municipale: trovati cocci di bottiglie, mancano segnali e transenne

L’AQUILA. La presenza di cocci di bottiglie e bicchieri in zona rossa, segni di movida notturna e bivacchi, sono stati individuati dagli agenti della polizia municipale e certificati con centinaia di foto. Questo l’oggetto di un’informativa della polizia municipale inviato alla Procura della Repubblica nella quale, però, si evidenzia un aspetto forse ancora più grave: il fatto che siano state sempre disattese le ordinanze dell’ex sindaco Massimo Cialente, e del suo successore Pierluigi Biondi, che vietano, appunto, l’accesso in molte aree del centro storico. Sono inapplicate anche per via della mancanza di segnali e transenne che impediscano l’ingresso in modo inequivocabile. Per cui la Procura potrebbe ravvisare delle omissioni da parte di chi doveva provvedere in tal senso. La mancanza di chiari cartelli e transenne, tra l’altro, potrebbe ingenerare nei passanti il convincimento errato dell’inesistenza del divieto di accesso. E, in effetti, fino a qualche anno fa, il passaggio nelle zone interdette veniva impedito dalla stessa presenza dell’Esercito che presidiava quelle aree che, ora, sembrano essere diventate di dominio di pochi sconsiderati. I militari erano lì per impedire lo sciacallaggio ma il problema resta. Lo stesso comandante della polizia municipale, il colonnello Ernesto Grippo, tiene a precisare che la zona che «prima era rossa, adesso è di un rosso scuro». Questo a significare che, nel corso degli anni, i ponteggi che sono stati montati nei palazzi inagibili del centro storico non possono essere sicuri come qualche anno fa per ovvie ragioni, a cominciare dall’usura delle stesse strutture. Anche perché ci sono delle ristrutturazioni di palazzi gentilizi che da troppi anni attendono l’avvio.
Non è un caso che circa un anno fa l’ex prefetto Francesco Alecci sottolineava la necessità di «dare corso quanto prima a interventi per la reale messa in sicurezza di vaste parti del centro storico che presentano un tasso di pericolosità eccessivo». (g.g.)
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