Movida, stop alle violenze: si lavora sulle nuove regole

Lunedì e mercoledì audizioni in Comune per affrontare il caso che turba la città
L’AQUILA. Un maggior controllo del territorio, soprattutto in centro storico, e la regolamentazione degli spazi urbani. Obiettivo: porre un freno alla movida violenta e agli atti vandalici, fenomeni ricorrenti negli ultimi mesi in città. A prendere l’iniziativa, dopo gli arresti e i Daspo a carico di minorenni emessi dalla questura dell’Aquila nell’ambito dell’operazione che ha portato a smantellare almeno tre baby gang, è il Passo possibile. Due le audizioni in calendario, con il primo appuntamento fissato per lunedì 26 settembre in III Commissione consiliare, per aprire un dibattito sul tema della movida che, troppo di frequente, sfocia nella violenza. E individuare le possibili soluzioni.
CONFRONTO NECESSARIO
Si partirà dall’analisi del crescente malessere tra i giovani. «La nostra iniziativa di ascolto e confronto sul tema movida violenta nasce con la finalità di coinvolgere i soggetti interessati, in primis i giovani, in un dibattito costruttivo da cui possano nascere proposte condivise e azioni concordate», dichiarano i consiglieri comunali del Passo possibile, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Massimo Scimia e Alessandro Tomassoni, e il presidente dell’associazione civico-politica, Fabrizio Ciccarelli. Si parte il 26 con l’audizione in commissione consiliare Politiche sociali delle componenti della prevenzione, salute mentale e Serd della Asl, Ordine degli psicologi, Ufficio scolastico regionale e Università. Mercoledì 28 settembre saranno ascoltati due Comitati cittadini, i rappresentanti della Confesercenti Abruzzo e della Fipe- Confcommercio dell’Aquila, oltre al sindacato dei carabinieri.
CRESCE IL DISAGIO
«I tanti episodi di aggressività e violenza che si sono verificati negli ultimi tempi all’Aquila, ampiamente denunciati da più parti, certificano come il crescente malessere giovanile, che sta caratterizzando la vita sociale e il tempo libero delle nuove generazioni, debba essere intercettato prontamente attraverso l’analisi dei fattori di rischio, potenzialmente predittivi di situazioni di disagio e, nei casi peggiori, di devianza», affermano i consiglieri del Passo possibile, che individuano anche una serie di proposte da porre all’attenzione della collettività: la necessità di un miglior gestione della vivibilità in centro storico, a partire da un maggior controllo e regolamentazione degli spazi urbani e della socializzazione, la tutela degli interessi e dei diritti delle varie anime che vivono il centro, il riposo dei residenti che hanno deciso di tornarvi ad abitare, gli interessi economici delle attività produttive che vi hanno investito e le necessità aggregative e sociali dei giovani che sono tornati a frequentarlo. Infine, i turisti che scelgono di visitare L’Aquila e le forze dell’ordine, che vigilano sulla sicurezza di tutti.
PROPOSTA CONDIVISA
«Abbiamo a cuore le tematiche sociali cittadine», affermano gli esponenti del Passo possibile, «ringraziamo tutte le forze politiche di minoranza in consiglio comunale che, sottoscrivendo la nostra richiesta, hanno dimostrato comune sensibilità per una problematica tanto attuale quanto complessa, e il presidente della III Commissione, Fabio Frullo, per averla accolta. L’auspicio, a conclusione degli incontri, è di portare all’attenzione dell’amministrazione comunale un documento di sintesi unitario, che abbia un unico obiettivo propositivo: migliorare le condizioni di vivibilità, la convivenza civile e la coesione sociale nella nostra città».
GLI EPISODI
Un susseguirsi di fatti. Solamente da gennaio a oggi, L’Aquila ha fatto registrare una lunga serie di atti vandalici, risse, aggressioni, che non hanno risparmiato neppure scuole e monasteri di clausura. Episodi sfociati in misure cautelari, arresti e Daspo emessi nei confronti di giovani indagati, a vario titolo, per lesioni aggravate, spaccio di stupefacenti, estorsioni. Con prefettura, questura e forze dell’ordine in prima linea per evitare il peggio. Il 30 gennaio scorso è stato preso di mira il tunnel di Collemaggio, con danni alle scale mobili. Il 20 febbraio rissa tra giovani in centro storico con lancio di bottiglie; tre ragazzi sono finiti agli arresti domiciliari. Il 2 giugno si è verificato un raid nella notte nel monastero delle suore di clausura di San Basilio: due giovani sono stati trovati nudi nel confessionale. E ancora, il 22 luglio rissa e atti vandalici in piazza Santa Maria Paganica con lancio di bottiglie contro le facciate dei palazzi ristrutturati. L’8 agosto sono stati imbrattati i portici di San Bernardino. Il 6 settembre il Tribunale per i minorenni ha disposto 13 misure cautelari nell’operazione anti-baby gang: sei custodie cautelari in carcere e sei collocamenti in comunità. Tre giorni dopo, la questura ha emesso 23 Daspo nei confronti di altrettanti soggetti: per periodi compresi tra i diciotto e i trentasei mesi, non potranno avvicinarsi a 62 locali pubblici e sette scuole, oltre a varie piazze della città.
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