Mozione antifascista: il no scatena il centrosinistra

L’opposizione insorge sulla bocciatura del testo che vieta iniziative estremiste Albano (Pd): «Brutta pagina del consiglio». Di Benedetto: «Un’occasione persa»
L’AQUILA. «L’ennesima occasione pesa». Non si placano le polemiche sulla mancata approvazione, nel consiglio comunale di lunedì, della mozione proposta dal centrosinistra per la messa al bando di manifestazioni organizzate da associazioni e gruppi d’ispirazione antifascista. Il documento, presentato in risposta all’assalto di sabato alla sede nazionale della Cgil che ha portato all’arresto di alcuni esponenti dell’organizzazione di estrema destra Forza Nuova, è stata respinta dalla maggioranza perché ritenuta propagandistica e anticostituzionale.
«Della brutta pagina in consiglio comunale», sottolinea Stefano Albano (Pd), primo firmatario della mozione, «resta l’esempio di un sindaco che per l’ennesima volta preferisce le vesti di leader di Fratelli d’Italia a quelle di primo cittadino, e l’enorme problema culturale della maggioranza al governo della città: l’incapacità di essere una destra moderna». Per il consigliere non c’era nulla di prevaricatorio nel testo respinto. «Il centrodestra invece ha optato per uno stringato documento, da opporre al nostro», osserva, «che si limita a esprimere una vaga solidarietà alla Cgil». Sull’argomento torna anche Americo Di Benedetto (Il Passo possibile). «Esprimere solidarietà in maniera automatica è molto facile, tutt’altra cosa è praticarla con consapevolezza», tiene a evidenziare, «dinanzi agli accadimenti romani, siamo posti davanti all’occasione di dimostrare che tutti abbiamo a cuore i valori democratici su cui si basa il confronto civile e politico. Dichiarazioni ufficiali ed atti informali diventano vuoti esercizi di stile se non corroborati da una condotta esemplare, quando essa manca anche le migliori dichiarazioni diventano retorica». Secondo il rappresentante dell’opposizione «quando non si coglie la necessità di oltrepassare il consueto sentimento di parte si perde l’opportunità di dimostrare la maturità che dovrebbe contraddistinguere i componenti di un’assise cittadina». Che si sia trattato di un’opportunità sprecata lo sottolinea anche la deputata Pd Stefania Pezzopane. «Ci sono fasi storiche in cui bisogna dire parole chiare», afferma, «parole che avremmo voluto sentire dal sindaco dellacittà dei nove martiri, delle stragi di Onna e Filetto, dei bombardamenti e della Perdonanza». (g.d.m.)
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