Mozione senza numeri, la Casini è salva

20 Febbraio 2020

A mancare sono stati i voti dell’opposizione. Di Masci ha confermato la sfiducia, la presidente Di Marzio si è astenuta

SULMONA. La maggioranza va sotto nella votazione ma la mozione di sfiducia non passa e il sindaco resta al suo posto. Con sette voti a favore (invece dei nove richiesti), due astensioni e sei contrari la mozione che avrebbe decretato la caduta definitiva del sindaco non è riuscita ad avere il via libera. Ma se ci sono responsabilità nel fallimento della mozione vanno ricercate tutte tra i consiglieri comunali che siedono tra i banchi dell’opposizione che dopo aver tergiversato fino all’ultimo, nonostante dalla maggioranza fossero decisi a mandare a casa il loro sindaco ma a condizione che si andasse al voto a primavera, non sono riusciti nemmeno ad assicurare i sette voti che avevano a disposizione. Il presidente del consiglio Katia Di Marzio, che è parte integrante del gruppo Italia Viva che è all’opposizione, si è astenuta facendo mancare un voto tra quelli messi in preventivo. La presidente ha motivato l’astensione in virtù del ruolo che ricopre, anche se da più parti è stata avanzata l’ipotesi che l’abbia fatto per non incorrere in probabili azioni ritorsive, ovvero una probabile mozione di sfiducia nei suoi confronti. Coerente fino all’ultimo è stato invece Bruno Di Masci che così come aveva più volte annunciato, ha votato la sfiducia al sindaco, ribadendo che per lui la giunta di Annamaria Casini, già dal mese di dicembre era arrivata al capolinea. Soddisfatto il sindaco nonostante sia andato sotto con la votazione anche per l’assenza di due consiglieri di maggioranza. «Si sarebbe dovuto fare un lavoro diverso da parte di chi gestisce l’aula per garantire che tutti i consiglieri comunali fossero presenti in un momento così importante», sottolinea la Casini, «in realtà la maggioranza c’è altrimenti non ci sarebbe stata la bocciatura di una mozione di sfiducia, una maggioranza che ha espresso una giunta politica che ha tutta l’intenzione di portare a termine questa esperienza amministrativa con la realizzazione dei progetti che sono stati già cantierati e degli altri in itinere che completeranno il quadro che questa giunta presenterà come bilancio ai cittadini. Speriamo che in questo ultimo percorso», conclude Casini, «anche le altre parti politiche del consiglio superino queste posizioni di parte spesso inconcludenti e possano proporsi alla città con dei veri progetti politici. Forse oggi sono ancora qui proprio perché non ci sono progetti politici». Prima della fine della seduta è stata formalizzata la costituzione in consiglio dei nuovi gruppi: Fratelli d’Italia, composto da Mauro Tirabassi ed Elisabetta Bianchi e la Lega con Roberta Salvati. Il Pd esce del consiglio dando vita a due gruppi: il primo che fa capo a Di Masci e Claudia Fauci e l’altro ad Antonio Di Rienzo.
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