Municipio incompiuto, si cerca l’accordo

Arbitrato in vista tra Comune e consorzio Irim. Il sindaco De Angelis: «Completeremo l’opera»
AVEZZANO. Arbitrato alle porte tra il Comune di Avezzano e il consorzio dell’Irim per provare a chiudere la lunga e controversa questione del nuovo municipio, l’incompiuta della Pulcina, in stand by da sette anni. Il sindaco Gabriele De Angelis è pronto a giocare la partita con l’Irim, attraverso l’arbitrato, per provare a mettere fine a un contenzioso che si trascina da anni, mentre la mega struttura inizia a mostrare i primi segni del degrado. Per avviare il confronto manca solo l’arbitro, che dovrebbe essere nominato in tempi stretti dal presidente del tribunale di Avezzano, Eugenio Forgillo, poiché le parti in causa, Comune e imprese, non hanno trovato la sospirata quadra su un nome condiviso per presiedere la terna formata da un tecnico indicato dall’amministrazione e uno da Irim.
A Palazzo di città, comunque, si confida in un accordo. «È tempo di chiudere questa lunga e tormentata partita», afferma il sindaco De Angelis, «che si trascina da troppo tempo, per riprendere il mano quella struttura e completare l’opera che dovrà ospitare tutti gli uffici del Comune».
Qui, infatti, fatta eccezione per la parte politica, dovrebbero trovare spazio tutti gli uffici comunali al momento divisi in numerose strutture sparse per la città. E non solo, visto il volume del palazzo: quasi 10mila metri quadrati. La strada dell’arbitrato scelta da Irim dopo che il gruppo di imprese ha detto «no alla consulenza tecnica ai fini della conciliazione avanzata dal Comune», comunque, potrebbe portare alla definizione del «dare e avere» tra le parti in lite per poi tentare di chiudere la partita: operazione non proprio facile viste le premesse, ma l’imperativo categorico per tutti è quello di uscire dal vicolo cieco che da sette anni alimenta le cronache e gli avvocati, ma non lascia intravedere una via d’uscita per l’incompiuta del Contratto di quartiere II messo in cantiere dal sindaco Antonio Floris. L’operazione, nell’ambito di un progetto ministeriale per rivitalizzare le periferie urbane, prevedeva la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione, un parcheggio interrato su un terreno del Comune, undici edifici residenziali e un piano di struttura commerciale. Al momento, però, dopo oltre un decennio, siamo fermi a una mega struttura vuota e senza impianti, avviata a diventare una nuova cattedrale nel deserto.
«Siamo vicini a una soluzione possibile», aggiunge il primo cittadino, che ricorda la lunga serie di incontri con la controparte, «la via dell’arbitrato, anche se non mi entusiasma, potrebbe portare alla quadratura del cerchio per riprendere in mano tutta la struttura, parte commerciale compresa, e procedere con il riavvio dei lavori per il completamento dell’opera».
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