Muore 44enne a un mese dall’incidente

5 Dicembre 2020

Ricoverata con una gamba fratturata, poi il peggioramento. Il fratello va dai carabinieri: sequestrate le cartelle cliniche

CERCHIO. È morta a un mese dall’incidente, in circostanze tutte da chiarire. È stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo, al momento contro ignoti, sulla scomparsa di Roberta Ciaglia. La 44enne di Cerchio è deceduta all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Circa un mese fa si era ferita a una gamba in un incidente stradale ad Avezzano. Titolare del fascicolo è il sostituto procuratore della Procura aquilana, Guido Cocco. Oggi alle 10.30 è fissato il conferimento dell’incarico al medico legale che dovrà eseguire l’autopsia. L’inchiesta della magistratura è scattata dopo la denuncia presentata dalla famiglia che vuole vederci chiaro sugli ultimi giorni di vita di Roberta Ciaglia. All’indomani del decesso della sorella, ieri mattina Gianni Ciaglia si è presentato nella caserma dei carabinieri di Cerchio. Nella querela, raccolta dal maresciallo Mauro Mosca, l’imprenditore marsicano ha riferito di «non chiare né tantomeno spiegabili ragioni del decesso, del quale ancora non ci viene comunicata la causa», chiedendo «che si proceda con urgenza al sequestro della cartella clinica e all’esame autoptico sulla salma al fine di accertare la sussistenza o meno di profili di colpa dei sanitari che hanno avuto in cura» la sorella 44enne. Secondo quanto riferito dal fratello, Roberta Ciaglia era rimasta ferita a una gamba in seguito ad incidente stradale avvenuto circa un mese fa ad Avezzano e per questo aveva fatto ricorso alle cure dell’ospedale cittadino. Dopo le dimissioni, lamentava ancora dolori ed era tornata dai medici della stessa struttura che questa volta ne avevano disposto il trasferimento al San Salvatore dell’Aquila. A distanza di alcuni giorni dal ricovero nella struttura sanitaria del capoluogo la donna è stata colta da febbre alta e trasferita nel reparto di rianimazione. Nel giro di poco tempo le sue condizioni di salute si sono aggravate e l’altro giorno, alle 18, è spirata. L’unica certezza della famiglia è che Roberta Ciaglia non era risultata positiva al Covid19. Una morte tanto assurda quanto inspiegabile per i familiari della marsicana entrata in ospedale sulle sue gambe e uscita dentro una bara a soli 44 anni. Il fratello si è rivolto agli avvocati Franco Paolini e Berardino Terra chiedendo che venga fatta luce sulle reali cause del decesso al fine di accertare o escludere eventuali responsabilità a carico dell’ospedale San Salvatore e dei sanitari che hanno avuto in cura la sorella scomparsa.
«Una ragazza sfortunata, contro la quale la vita si è purtroppo accanita», commenta addolorato il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, «siamo tutti dispiaciuti per la perdita della cara concittadina Roberta, a nome dell’intera comunità di Cerchio esprimo profonda vicinanza al dolore della sua famiglia».
La 44enne lascia i fratelli Nicola, Nino, Gianni e Massimo.
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