Muore 7 giorni dopo l’esplosione

Incidente a Roma, un 59enne originario di Capistrello era in pausa pranzo e lavorava in una discarica
CAPISTRELLO. È morto dopo sette giorni in rianimazione, Massimo Salustri, 59enne originario di Capistrello, rimasto gravemente ferito dall’esplosione di una bombola in un’ex discarica a Roma, in via Portuense.
Al momento dell’esplosione, Salustri si trovava, insieme a un altro operaio di 36 anni, all’interno di un container, presumibilmente per mangiare qualcosa nella pausa pranzo.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sembra che la bombola sia esplosa per motivi accidentali.
Salustri, insieme all’altro operaio, è stato immediatamente trasportato, dai sanitari del 118, all’ospedale romano Sant'Eugenio. Le sue condizioni, come anche quelle del suo collega sono apparse subito gravissime. I loro corpi, infatti, hanno riportato ustioni per oltre il 70%.
Il container si trovava all’interno di una ex discarica di rifiuti, dove Salustri stava lavorando. Per spegnere le fiamme sono intervenuti i vigili del fuoco, subito raggiunti anche dai carabinieri della compagnia di Ostia.
Sulla vicenda la Procura ha aperto un’inchiesta, in modo da fare chiarezza anche sulle circostanze in merito alle regole della sicurezza sul lavoro. Salustri purtroppo non ce l’ha fatta è l’altra sera è morto.
Dopo il matrimonio Salustri ha lasciato Capistrello, dove vive ancora la mamma, Giovannina Palleschi, e si è trasferito a Taranto, paese d’origine della moglie. Da qualche anno era rimasto vedono. Lascia i figli Ludovica e Marco che è un sacerdote. La data dei funerali, che si terranno nel Tarantino, è ancora da stabilire. La notizia della morte di Salustri si è diffusa rapidamente sui social network e sono stati postati numerosi messaggi di condoglianze alla famiglia. (m.t.)
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