Muore a 31 anni, donati gli organi Si era laureato in città nel 2015

L’AQUILA. Muore in bicicletta travolto da un’auto a Monopoli, la mamma dona gli organi. Grazie a questo gesto di amore, continuerà a vivere in altre sette persone destinatarie della donazione. Era...
L’AQUILA. Muore in bicicletta travolto da un’auto a Monopoli, la mamma dona gli organi. Grazie a questo gesto di amore, continuerà a vivere in altre sette persone destinatarie della donazione.
Era conosciuto anche in città Vitalberto Carlettino, ex studente della facoltà di Scienze motorie del capoluogo abruzzese, dove si era laureato nel 2015. Il ciclista di 31 anni si è spento, per la gravità dei traumi riportati nello schianto, al Policlinico di Bari. Lì è avvenuta la donazione multiorgano. Sono stati prelevati cuore, fegato, reni e polmoni. L’intervento si è svolto nelle sale operatorie di cardiochirurgia del padiglione Asclepios, tornato operativo dopo l’emergenza Covid. Le équipe mediche sono arrivate da tutta Italia. Il Centro Regionale Trapianti ha coordinato la catena di solidarietà. Il cuore è stato trasferito a Siena per un trapianto d’urgenza, i polmoni all’Ismett di Palermo, mentre il fegato e i reni saranno trapiantati su due pazienti in lista di attesa a Bari. «Questa storia ha un grande profilo di umanità», racconta il professore Loreto Gesualdo, coordinatore del Centro regionale trapianti della regione Puglia. «Una mamma coraggio, vedova, ha scelto di esprimere il consenso alla donazione, di fare questo atto di incredibile nobiltà in un momento di grande dolore per la perdita del suo unico figlio. La ringrazio pubblicamente perché con questa scelta ha ridato speranza e vita ad altre persone».
Particolarmente commosso l’aquilano Antonello Passacantando, il docente che lo ha conosciuto negli anni della sua frequentazione aquilana. «Un giovane esemplare, figlio di un caro collega scomparso, Domenico, che frequentò a sua volta l’Isef all’Aquila. Per questo amava la nostra città. Personaggio brillante ed eclettico, il giorno della laurea, su mio benevolo consiglio, si tolse due vistosi orecchini allarga-lobo. Era felice. Quel giorno con me c’era anche la professoressa Vinciguerra. Ci mancherà».
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