Muore a 45 anni dopo il trapianto La famiglia denuncia i medici

14 Luglio 2020

La donna sottoposta a un intervento a Roma, lo stesso ospedale ha bloccato i funerali per l’autopsia Si sospettano negligenze. Il compagno: «Fine inspiegabile, giustizia per Alessandra»

AVEZZANO. Una morte sospetta, dopo il trapianto di un cuore che doveva darle una nuova vita. Scatta così la denuncia dei familiari e del compagno per la tragica e prematura fine di Alessandra Armento. La 45enne di Avezzano è venuta a mancare dieci giorni fa, all’ospedale San Camillo di Roma.
Il giorno seguente al decesso, il padre, i fratelli e il compagno della donna hanno deciso di presentare una querela al commissariato di polizia di Monteverde (Roma), «richiedendo espressamente che, valutate tutte le circostanze del caso, si proceda penalmente affinché si accertino eventuali responsabilità da parte dei sanitari che ebbero a effettuare l’intervento (trapianto di cuore) e quelli che ebbero a seguire il decorso post-operatorio, il tutto a mezzo dell’esame autoptico esterno, da effettuarsi da personale nominato da parte del magistrato inquirente pur non volendo accusare nessuno in relazione a presunte responsabilità mediche che possono essere state commesse».
I funerali della donna sono stati celebrati sabato scorso nella parrocchia San Giovanni ad Avezzano. Alessandra Armento riposa nel cimitero cittadino dove è sepolta anche la mamma Franca, scomparsa cinque anni fa. La 45enne era affetta da una patologia cardiaca congenita per la quale i medici avevano ritenuto necessario procedere con un trapianto di cuore. Circa un anno e mezzo fa la donna era stata messa in lista d’attesa, poi il 19 giugno scorso la tanto agognata telefonata con la quale le veniva comunicato che c’era un cuore compatibile. Lo stesso giorno Alessandra Armento, accompagnata da uno dei fratelli, si è precipitata all’ospedale San Camillo di Roma. Qui, a seguito di tutti gli esami, la notte stessa è stata portata in sala operatoria. L’intervento è durato circa sei ore. Poi la donna è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva. «Dopo il trapianto Alessandra non si è mai svegliata», racconta addolorato il compagno Giovanni, «così dopo quattro, cinque giorni abbiamo incominciato a chiederci come mai non aprisse gli occhi. I medici ci dissero che alcuni valori risultavano alti, ma si trattava di complicanze comuni e che a livello cardiaco era andato tutto bene e il cuore funzionava. Poi il 22 giugno fu sottoposta a una tac per accertare eventuali danni agli organi interni. Lo stesso esame, ripetuto il 3 luglio, evidenziò l’assenza di attività cerebrale e il giorno successivo Alessandra ci ha lasciato per sempre». Rispettando il suo volere, i familiari della donna avevano autorizzato l’espianto degli organi e fissato la data per il funerale che si sarebbe dovuto tenere ad Avezzano il lunedì successivo. Ma il giorno seguente è arrivato il contrordine dei sanitari dell’ospedale San Camillo che hanno comunicato alla famiglia la necessità di dover procedere all’autopsia. Circostanza che desta «forti dubbi e perplessità» nei familiari, i quali decidono di sporgere una denuncia, a seguito della quale la salma viene sequestrata e l’esame autoptico affidato a un esperto dell’università La Sapienza di Roma. L’autopsia ha evidenziato una trombo-embolia, ma c’è attesa per la relazione del medico legale che dovrà far luce sull’esatta causa del decesso. «Avremmo accettato la morte se l’intervento fosse andato male o in caso di rigetto del cuore», aggiunge Giovanni, «ma il trapianto è andato bene e vogliamo andare fino in fondo per far luce sulla vicenda. Una fine inspiegabile, vogliamo giustizia. Sono ancora confuso e incredulo. Alessandra era piena di vita e grande tifosa della Lazio. Disponibile, altruista e buona non ha mai fatto pesare la sua condizione. Ha lottato fino alla fine».
Fino a qualche anno fa la donna dava una mano nell’attività di famiglia. Il papà Mario è molto conosciuto in città, dove gestisce un’attività ambulante di ferramenta e coltelli. Oltre al papà e al compagno, lascia i fratelli Pietro e Nico e gli adorati nipoti.
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