Muore affogato nel canale, l’amico fugge

L’auto è finita in acqua forse a causa dell’alta velocità e dell’asfalto viscido. Arrestato per omicidio stradale il conducente
CELANO. Ancora uno, l’ennesimo. Sempre in un canale, incubo del Fucino. Inghiottito dall’acqua gelida dopo un incidente, mentre il suo amico (amico?), connazionale, fugge a gambe levate e lo lascia lì, magari mentre cerca disperatamente di guadagnare una via d’uscita che non troverà mai.
È morto così, imprigionato in una trappola di lamiera, Hicham Chaabi, 38 anni, marocchino. Il conducente dell’auto Imad Lahrach (27) sarà arrestato alcune ore dopo. Su di lui pende l’accusa di omicidio stradale e ora si trova agli arresti domiciliari in un’abitazione di San Benedetto dei Marsi. Entrambi i marocchini hanno la residenza nel comune della Marsica orientale.
L’incidente è avvenuto a mezzanotte e mezza, tra sabasto e domenica, sulla provinciale Marruviana.
Il 27enne procedeva a velocità sostenuta in direzione di Borgo Ottomila e, forse a causa dell’asfalto viscido per la pioggia, ha perso il controllo dell’auto e si è incuneato sul terrapieno che costeggia il canale. La Golf, con l’effetto trampolino, è finita in acqua e in pochissimo tempo è affondata. Il conducente è riuscito a liberarsi e a uscire dall’abitacolo. Il suo connazionale, forse anche stordito dall’impatto, deve aver perso tempo e, quando i vigili del fuoco di Avezzano lo hanno tirato fuori, l’hanno trovato sul sedile posteriore, nell’ultimo tentativo dell’uomo di salvarsi. Imad Lahrach, quando ha raggiunto la riva, completamente zuppo, ha trovato delle persone che hanno assistito all’incidente e che l’hanno aiutato, ma si è ben guardato dal riferire che nell’auto c’era il suo connazionale. Così, il recupero del mezzo è avvenuto nella consapevolezza di dover tirar fuori dall’acqua solo l’auto. Invece, davanti agli occhi dei vigili del fuoco si è presentata l’amara sorpresa del corpo senza vita dell’altro marocchino, Chaabi. Nel frattempo il 27enne è tornato a casa a piedi, a San Benedetto, dove è stato trovato dai carabinieri di Celano, coordinati dal luogotenente Pietro Finanza. In un primo momento erano intervenuti sul posto i militari della stazione di Pescina e, nelle ricerche del conducente, anche i colleghi del Radiomobile, tutti sotto la guida del capitano Pietro Fiano. Le indagini sono coordinate dal pm Lara Seccacini della Procura di Avezzano. I due marocchini risultano operai e, per la vittima, non ci sono neanche dei familiari in zona. I carabinieri sono stati per tutta la giornata in contatto con il Consolato del Marocco a Roma. Il corpo senza vita di Chaabi si trova all’obitorio e il pm Seccacini potrebbe disporre l’autopsia.
Lahrach Imad, invece, ha diversi precedenti di polizia. Era rimasto coinvolto nel 2016 in una organizzazione dedita allo spaccio composta da cassieri, tesorieri, magazzinieri e corrieri, con compiti e ruoli ben delineati. Si tratta dell’operazione denominata “Man of Light”, coordinata dalla procura della Repubblica dell’Aquila e condotta dai carabinieri della compagnia di Avezzano. L’organizzazione criminale di cui faceva parte Imad era composta ai livelli alti esclusivamente da persone originarie del Marocco, e si era radicata sul territorio in tre gruppi distinti, aventi come base i Comuni di Trasacco, San Benedetto dei Marsi e Luco dei Marsi. La Lombardia e la Capitale i canali di approvvigionamento: professionisti, impiegati, ma anche adolescenti i fruitori della droga.
(ha collaborato Pietro Guida)
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