Muore al pronto soccorso, aveva 42 anni

15 Gennaio 2023

Dipendente di “Abruzzo progetti” si sente male e va da solo in ospedale, vani tutti i tentativi dei medici di rianimarlo

L’AQUILA. Muore al pronto soccorso, sotto gli occhi dei medici. Un arresto cardiocircolatorio improvviso e devastante, che rende vani anche i reiterati tentativi di rianimazione – con interventi meccanici e farmacologici – da parte del personale sanitario. Si spegne in un soffio, in ospedale, la vita di Fabrizio Sciarra, di 42 anni, laureato in scienze economiche e dipendente della società Abruzzo progetti (già Abruzzo engineering), partecipata della Regione Abruzzo. Originario di Cagnano Amiterno – il padre Alberto è stato un funzionario dei vigili del fuoco – ma residente all’Aquila, lascia la compagna Cristina e una bimba di pochi mesi. Per accertare le cause del decesso, con ogni probabilità, verrà disposta l’autopsia.
malore fatale
Secondo quanto riferiscono alcuni suoi amici, il 42enne, in seguito a uno stato di malessere generale, decide di andare da solo al pronto soccorso del San Salvatore. Vi si presenta intorno alle 14. Lì, appena iniziate le prime procedure di triage, viene colpito dal malore, si accascia privo di sensi e viene immediatamente soccorso dal personale sanitario. Oltre un’ora di intenso trattamento, purtroppo risultato vano.
il dolore degli amici
La notizia della sua scomparsa si diffonde in un attimo, dall’Aquila a Cagnano, e lascia sgomenti i suoi cari e tantissimi amici. «Esprimo profondo cordoglio alla famiglia di Fabrizio Sciarra, la sua improvvisa scomparsa manda il cuore in gola e lascia davvero senza parole», fa sapere il senatore Guido Quintino Liris. «Conoscevo bene Fabrizio, con cui eravamo quasi coetanei essendo lui di solo un anno più giovane di me. Era dipendente di una società partecipata della Regione le cui evoluzioni ho seguito particolarmente da vicino da assessore delegato. Mi stringo a tutti i suoi cari, a partire dal padre Alberto. Giunga a tutta la famiglia un sincero e profondo abbraccio». Con commosse parole lo ricorda il consigliere comunale Enrico Verini. «Carissimo Fabrizio, carissimo collega, carissimo compagno di partito, ma soprattutto carissimo Amico Mio. Raramente ho conosciuto una persona più gentile, più educata, più intelligente e più affettuosa di te ed è ingiusto e veramente incredibile pensare che in un solo secondo possa cambiare tutto. Continuerò sempre a sentirti vicino e non mi dimenticherò mai di te». Sconvolto anche l’ingegnere e sindacalista Ugl Roberto Bussolotti, che condivideva con Sciarra la passione per la motocicletta. «Ci siamo sentiti due giorni fa: era tranquillo e abbiamo scherzato come sempre. Una tragedia che mi lascia senza fiato». Addolorato anche l’ex assessore Pietro Di Stefano, compaesano della famiglia. «Un dolore immenso: per me era come un figlio».
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