Muore De Agostini erede Dragonetti
L’AQUILA. È morto Giulio De Agostini, lo scorso 28 dicembre, all’età di 97 anni. Era l’ultimo erede della famiglia Dragonetti de Torres, di cui negli ultimi anni aveva acquisito il cognome. Ne...
L’AQUILA. È morto Giulio De Agostini, lo scorso 28 dicembre, all’età di 97 anni. Era l’ultimo erede della famiglia Dragonetti de Torres, di cui negli ultimi anni aveva acquisito il cognome. Ne traccia un ricordo l’avvocato Fabrizio Marinelli. «Don Giulio, come con rispetto e affetto lo chiamavano gli amici, era un gentiluomo dai modi riservati che viveva all’Aquila nel bel palazzo di famiglia situato nel Quarto di San Giorgio, presso la chiesa di Santa Giusta. Lì si trovava il 6 aprile del 2009, e uno dei suoi crucci era proprio quello di essersi dovuto trasferire a Roma, ben consapevole della difficoltà di tornare all’Aquila in tempi brevi. Erede di una famiglia che vantava tra i suoi avi Giacinto Dragonetti, suo nipote Luigi Dragonetti e quindi il figlio di Luigi, Giulio Dragonetti, Giulio De Agostini era assai legato a una eredità culturale che non è esagerato affermare di grande rilievo. Proprio per questo desidero brevemente ricordarlo attraverso il pensiero e l’opera di questi suoi antenati più importanti, certo che avrebbe apprezzato l’idea di ricevere unepicedio insieme agli illustri rappresentanti della nobile stirpe cui apparteneva da parte di madre. Giacinto Dragonetti (1738-1818) scrisse in gioventù un libello intitolato “Delle virtù e dei premi”, che voleva completare l’opera di Cesare Beccaria “Dei delitti e delle pene, che venne tradotto e pubblicato in tutte le principali capitali europee e che gli dette grande notorietà. Fu inoltre presidente della Commissione feudale istituita da Giuseppe Napoleone e nominata da Gioacchino Murat nei primi anni dell’Ottocento, che tracciò i principi fondamentali in materia di usi civici, come tali giunti sino a noi. Luigi Dragonetti (1791-1871), nipote di Giacinto, fu più volte ministro nel Regno di Napoli, illudendosi che fosse possibile attuare una forma di monarchia costituzionale, in 2 realtà osteggiata dai Borboni che si limitavano per opportunismo a fare qualche concessione ai principi liberali. Sposò Laura de Torres, dando vita al ramo dei Dragonetti de Torres. Realizzata l’Unità si illuse di poter conciliare il cattolicesimo con i principi sociali e con i valori liberali, ma la situazione politica ebbe modo di smentire le sue aspirazioni, per le quali occorrerà attendere almeno il 1891, quando Leone XIII promulgherà l’enciclica Rerum Novarum. Giulio Dragonetti (1818-1896), figlio di Luigi, fu amministratore pubblico e storico di vaglia; si occupò, tra l’altro, della visita che Mastai Ferretti, ancora Cardinale, fece all’Aquila alla famiglia de Torres, vicenda che permise al padre Luigi di essere ricevuto da Pio IX. Ebbe una parte importante nella fondazione non solo della Deputazione abruzzese di storia patria, ma anche della Cassa di sconto, che sarebbe poi divenuta la Cassa di risparmio dell’Aquila. Tre insigni aquilani, che testimoniano la grandezza di una città che, con la morte di Giulio De Agostini, ha perso un cittadino illustre, un signore d’altri tempi, un uomo intelligente e colto».

