Muore il giovane che illuminava i concerti

28 Dicembre 2018

Simone Lotito aveva 22 anni e viveva a Torrone. Il dolore degli amici: «Un fiore strappato alla vita»

SULMONA. Tre settimane fa l’ultimo ricovero in ospedale, poi il ritorno a casa. Dove è morto ieri pomeriggio, nella sua stanza, tra l’amore dei sui genitori, dei fratelli e dei tanti amici. Simone Lotito aveva appena 22 anni e da più di due lottava contro una malattia. Appena tre settimane fa l’ultima ambulanza era arrivata sotto casa sua a Torrone, dopo l’ennesima crisi respiratoria. Da qui la corsa in ospedale, con gli amici che alla spicciolata hanno affollato il pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona. Dopo diverse ore, i medici sono riusciti a stabilizzare Simone e lo hanno trasferito nel reparto di rianimazione. Durante il tragitto l’incontro coi genitori, la madre Luana, il padre Franco e i tre fratelli, Arianna, Tiziana e Fabio, e i tantissimi amici che affollavano l’ingresso dell’ospedale. In quell’occasione, lui ha voluto salutarli e ringraziarli con un pollice all’insù, dicendo di non preoccuparsi perché sarebbe tornato presto a casa. Dopo pochi giorni Simone è tornato a casa, ma le sue condizioni sono andate via via peggiorando. Il suo è stato un Natale tra mille dolori. Un ultimo Natale di appena 22 vissuti appieno. Simone era uno dei figli di Franco Lotito, tra i promotori del Comitato dei residenti delle frazioni, che aveva animato Torrone con tante iniziative. Da quella delle panchine acquistate dai residenti a quella dei corsi per l’uso del defibrillatore. «Da quando mio figlio si è ammalato», aveva raccontato durante l’ultimo ricovero in ospedale, con gli occhi lucidi e una dignità da vendere, «ti chiedi che senso abbia la vita e soprattutto come si possa far soffrire così tanto un ragazzo giovane come lui. Non ho la risposta. Come non ce l’hanno i suoi amici che sono diventati parte integrante della nostra famiglia. Sono stati sempre con noi, anche nei momenti più difficili, hanno dormito con lui quando non riusciva a chiudere gli occhi per il dolore o quando stava meglio e potevano mangiare una pizza davanti a un film. Se Simone ha resistito tanto è merito loro». Tutti conoscevano Simone a Torrone e in particolare Andrea Ramunno, consigliere comunale che ha avuto la delega alle frazioni e che ha scritto ieri sulla sua pagina Facebook: «Un fiore strappato alla vita, non ci sono parole. Ciao Simone!». Tanti lo avevano conosciuto per la passione per il suo lavoro, che non aveva lasciato nemmeno dopo l’amputazione di una gamba. Simone faceva il tecnico e l’operatore delle luci in eventi e concerti. Amava illuminare gli ambienti alla perfezione con la stessa luce che infondeva lui al suo ingresso in una stanza.
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